Anime nere

Anime nere

Agli occhi degli altri erano sempre sembrati tre studenti normali. E in fondo lo sono per davvero. A scuola mai sopra le righe, sempre ben educati, mai prepotenti. Solo che loro tre, figli di pastori della Locride a differenza dei loro compagni con genitori borghesi o impiegati, la colazione, i libri, i vestiti, lo studio o semplicemente qualche svago devono sudarselo e comprarselo da soli. In paese c'è un armaiolo, un vecchio a cui basta portare i soldi e in cambio te ne torni a casa con una Beretta 7,65 perfettamente funzionante. All’inizio sono piccoli furti, uffici postali di periferia, piccole banche di paese, oreficerie. E intanto gli ovili di famiglia sono tutto un via vai di ombre, latitanti che in genere cercano rifugio in montagna per rimediare a qualche guaio o a qualche sgarro. Poi con l'esperienza e la gavetta arriva il colpo quello serio, quello che segna la strada per il futuro e ti permette di allargare casa, di arredarla con mobili nuovi, di comprare corredi per la dote delle sorelle o un telefono per la doccia che spruzzi finalmente acqua fumante. Perché questa alla fine è la sola molla che ti spinge a voler salire sempre più in alto: il semplice, sacrosanto desiderio di una vita da esseri umani e non da bestie. Questo il volano che segnerà la svolta per i tre figli dell'Aspromonte, decisi e pronti a tutto pur di affrancarsi da quel piccolo mondo di pastori per partire alla conquista del mondo, quello vero, quello reale, quello al di là della loro aspra e inesorabile terra. Ma quale sarà il prezzo da pagare per tutto questo?

Once Upon a Time in Aspromonte: questo avrebbe potuto essere il titolo di questo formidabile romanzo – poi arrivato anche sul grande schermo grazie alla regia di Francesco Munzi – di Gioacchino Criaco, avvocato al suo esordio letterario, che proprio come nel capolavoro di Sergio Leone mette in scena l’educazione malavitosa di tre amici figli dell’entroterra più arcaico dell'Aspromonte. Cresciuti nella miseria e nell'omertà, tra codici etici ancestrali e indissolubili, i tre sognano a modo loro un riscatto che levi loro di dosso per sempre l’odore selvatico della ricotta e degli ovili dove son cresciuti. Per farlo dovranno però emigrare, abbandonare la loro terra arida e muta, dovranno sporcarsi le mani in giro per il mondo e seguire i nuovi “businnèss” che la criminalità organizzata nel frattempo impone. Da Milano alla Spagna fino al Medio oriente, la loro sarà un’escalation di orrore e morte che li porterà a fare i conti con loro stessi e inevitabilmente con la loro terra d’origine: quella Locride selvaggia, oscura e così enigmaticamente affascinante da cui nonostante tutto sarà impossibile affrancarsi.



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