Anime perse

Anime perse

Nello scenario montuoso e collinare dell’alto Montefeltro sono ubicati sei centri di recupero istituiti e diretti da Ferruccio Giovanetti, sociologo da sempre impegnato nel settore della sanità. Al loro interno trovano accoglienza diciotto persone dalla provenienza più diversa. Sono uomini e donne afflitti da gravi turbe psichiche, vessate da vicende di emarginazione sociale, segnate da un vissuto sconvolto da un tragico epilogo. Come il dottor Emilio Levantini, che per rimuovere l’angosciante trauma di un concorso da primario ingiustamente perduto ricorse all’omicidio del collega vittorioso. Come Franco, che picchiò a morte la moglie e le figlie perché minavano la quieta libertà della sua vita di pescatore con gli assilli delle adempienze economiche. Come Giovanni, che dopo la morte della madre non desiderava altro che vivere in solitudine tra i cartoni della stazione Termini. E che lì sarebbe rimasto ancora, se quel maledetto giorno non si fosse rifiutato di prendere parte a una rapina. Come Enrico, che aveva acquistato una sciabola a San Marino per passione, ma poi aveva sentito crescere dentro il bisogno di usarla contro tutti quelli che si prendevano gioco di lui. Ed erano tanti, conducevano una vita lussuosa e andavano con le donne come bere un bicchiere…

Per una volta dateci retta. Lasciate perdere ogni cosa di cui vi state occupando, uscite di casa e recatevi nella libreria più vicina. Entrate e senza indugio acquistate l’ultimo libro dato alle stampe da Umberto Piersanti, poeta e scrittore tra i più apprezzati della letteratura contemporanea. Anime perse non è certo un romanzo e però neppure una semplice raccolta di racconti, appartiene alla narrativa ma ha pagine che potrebbero starsene in un volume pubblicato in una collana di poesie. Il canore delle Cesane, apprese le vicende degli ospiti delle strutture dalla voce di Giovanetti, le rende note al lettore sotto forma di racconti reali che sconfinano tuttavia in situazioni di pura invenzione narrativa, coinvolgenti sul piano umano, carichi di atmosfera poetica e di densa intimità suggestiva. Le storie degli antieroi dei racconti sono contraddistinte da una silenziosa eppure violenta tempesta passionale interiore che non insegue un sogno irrealizzabile, ma la traccia di qualcosa che si è perso eppure continua a essere presente nel loro animo. Il libro diviene in tal modo anche una meditazione tracciata con acume e disincanto sulla natura umana e sulla sua inaffidabilità. Piersanti ha il dono di saper entrare nel cuore dei suoi protagonisti, lasciando che le persone non diventino personaggi. Con una tale grazia da fa entrare il loro cuore nel nostro.



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