Annam

Annam
XVIII secolo. Un piccolo gruppo di missionari francesi sbarca in Vietnam assieme ad un corpo di spedizione militare, per diffondere il Vangelo presso quelle popolazioni dagli usi e costumi sconosciuti e per riportare sul trono il piccolo imperatore Canh, un bambino di sette anni rifugiatosi a Parigi dopo una sollevazione di contadini. Alcuni missionari rimangono quasi subito vittime della guerra civile che insanguina il paese, altri iniziano un viaggio massacrante verso l'interno. In Francia nel frattempo scoppia la Rivoluzione, ed i missionari superstiti vengono abbandonati a loro stessi...
Il libro di esordio di Christophe Bataille, uno dei narratori della penultima generazione più affascinanti e promettenti di Francia, è un vero gioiello linguistico, impressionistico nel suo approccio descrittivo minimale e basato principalmente sui colori, sullo spettro del visibile. Facendo suo l'assunto che l'occhio umano percepisce inizialmente la luce e i colori, dopo di che, attraverso la elaborazione cerebrale distingue le forme e le colloca nello spazio, e ben consapevole che l'esperienza letteraria, pittorica (e a ben vedere culturale in senso lato) occidentale, tranne alcune eccezioni, si è sempre basata sulla rappresentazione delle forme e dello spazio, Bataille si lancia in una coltissima esplorazione parallela: mano a mano che i missionari si addentrano tra le umide, torride giungle vietnamite, l'autore distilla parole con sempre maggiore parsimonia, cerca tenacemente di mettere a nudo solo il nucleo delle frasi, solo lo scheletro dei concetti, limitandosi a descrizioni brevissime, a frasi di tre o quattro parole, quasi haiku stilizzati e profondamente 'orientali', del tutto alieni nella loro essenzialità. Unite a questo sperimentalismo linguistico-narrativo, meritorio di per sé, la fascinosissima ambientazione storico-geografica, il tema struggente, per nulla provocatorio - e per questo quasi rivoluzionario - dell'amore tra suor Caterina e padre Domenico, la creazione di alcune figure memorabili, fra tutte quella tragica e tenera dell'Imperatore bambino, ed otterrete un piccolo libro indispensabile. Come la stagione delle pioggie nell'Annam, che bagna anno dopo anno, senza pietà e senza requie, quella piccola croce di bambù dimenticata dal mondo.

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