Annegare il pesce

Annegare il pesce

Lei si chiamava Nan, di padre americano e mamma riminese. Aveva uno slang un po’ sguaiato e tra una parolaccia e una gaffe, forse volontaria, diceva sempre che il presidente, con cui aveva una relazione, l’avrebbe uccisa... Una coppia di giovani nipponici, un cinquantenne biondo, una donna di mezza età molto truccata si trovano in treno quando, a uno scossone del convoglio, un borsone cade rovesciando il suo contenuto sul pavimento dello scompartimento. Non è una falange umana quella che emerge tra i gioielli incassati in una pasta giallastra come il burro?... Alberto e Mauro Fratti, Guido Stucky e alcuni altri appaiono nelle foto e nei ricordi di ciascuno. Ma è quando due di loro si incontrano che il passato ritorna con il suo carico di sofferenza... Quante volte, di sua figlia Greta, aveva detto che “una così meglio perderla che trovarla”? Ma era sua figlia, il pezzo mancante della sua esistenza e una madre come Stella lo sa bene... È la vendetta a consumare il rapporto fra due scrittori, uno affermato e molto sicuro di sé, tanto da mancare all’appuntamento in cui avrebbe dovuto presentare il libro dell’altro, una giovane promessa del panorama letterario... L’on. Ignazio Delcasso ha una doppia vita, con una casa, una moglie e una deliziosa bambinetta nel suo paese di origine e un bunker, vicino a dove esercita le sue funzioni di parlamentare, ricavato nel vano ripostiglio di una trattoria con la cui proprietaria, Matilde, ha una relazione...

Citazioni colte, linguaggio forbito, utilizzo appropriato delle lingue... Leggere Mario Lunetta è un’esperienza estremamente interessante, a maggior ragione adesso che non c’è più e questa raccolta appare quasi come il suo testamento letterario. Tutto è avvolto da un manto di leggerezza, quello sfoggio di nonchalance che rende normale anche la descrizione volgare, in mezzo a tanta eleganza, di un rapporto sessuale, in cui la donna è sicuramente trattata come un oggetto. Certo averlo perso nel luglio scorso rappresenta uno dei momenti più tristi di quest’anno per la letteratura, a cui ha dato molto in termini di poesie, narrativa, saggi, testi teatrali. Il fatto che sia stato per due volte finalista del Premio Strega è una ulteriore dimostrazione della sua capacità di scrivere e di farlo con grande creatività. C’è tutto e il contrario di tutto, in questa raccolta di racconti (quasi mini-romanzi) apparsi alla spicciolata, anche in varie testate giornalistiche. Venti storie che appartengono a un arco di tempo di quindici anni (fino al 2015) e che parlano della realtà che viviamo, della politica, della superficialità dilagante, della decadenza della nostra società, con una straordinaria capacità descrittiva dove gli sguardi dicono più delle parole, con una tenerezza di fondo che in un secondo si tramuta in violenza che genera vittime, a volte per mano altrui, a causa di frequentazioni pericolose, a volte perché decidono di suicidarsi, perché incapaci di sopportare il mal di vivere. Come annegare un pesce nell’acqua che gli è vitale, anche se, ricordava Enzo Biagi, “noyer le poisson” è un’espressione francese per dire “imbrogliare le carte”.



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