Apocalisse - Alle origini della fantascienza latinoamericana

Apocalisse - Alle origini della fantascienza latinoamericana
Una cometa di passaggio in prossimità della Terra minaccia di distruggere il pianeta e di estinguere la vita su di esso. Tra fatalisti, scettici e possibilisti inetti, Martinho sceglie la via dell’azione con un piano preciso: costruire una scala che lo porti in salvo sulla superficie della Luna... Allo scrittore piace starsene in solitudine nella sua mansarda, al di sopra del terzo piano di una grande pensione, dallo splendido panorama. Come tutte le mattine si alza per goderne la vista, quando scopre che il sole, nonostante l’ora sia già tarda, non è sorto… In una giornata come le altre, calda e tersa, resa assordante dal traffico dei tanti veicoli, comincia inaspettatamente a piovere. Ma non è acqua; è rame quello che cade, in una pioggia che fa scintille… In un’era in cui la tecnologia telepatica è già obsoleta, che piange ancora i morti della Terza Rivoluzione del 2030 (quella Sociale, successiva alla Francese e alla Cristiana) ma non è sazia del sangue degli uomini, c’è posto ancora per una Quarta Rivoluzione, per un’ultima guerra… In una sera apparentemente uguale a tutte le altre, con la città illuminata come sempre, vecchi seduti nelle loro abituali poltrone di paglia e gente in attesa dell’inizio di un concerto, improvvisamente si ha la percezione che qualcosa sia successo, e di grave: perché i musicisti ripongono i loro strumenti e vanno via? Che cosa c’era scritto nel biglietto che il cameriere ha consegnato sotto i loro occhi al primo violino?
Una splendida raccolta di racconti della letteratura fantascientifica sudamericana classica, dalla metà dell’Ottocento a quella del Novecento (offerta dall’editore Nova Delphi grazie all’opera di Camilla Cattarulla - professore associato di Lingua e Letterature ispanoamericane presso l’Università Roma Tre - e di Giorgio De Marchis - professore associato di Letterature portoghese e brasiliana presso l’Università Roma Tre). Cinque racconti sul tema della fine del mondo, modulati secondo registri e stili narrativi differenti, dall’ironia su una società che considera se stessa il migliore dei mondi possibili, nonostante le tante storture, e la distopia che anticipa quella europea del secolo successivo. Sorprendente ritrovare nella Sociedad Petalógica del primo racconto un’antenata del Collegio di Patafisica francese, cui appartennero Raymond Queneau e Boris Vian. L’opera è pubblicata nell’ambito del programma “Sur” di supporto alle traduzioni del Ministero degli Affari Esteri, del Commercio internazionale e del Culto della Repubblica Argentina, e con l’appoggio del Ministero della Cultura del Brasile/Fondazione Biblioteca Nazionale.

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