Arabesque

Arabesque

Maddalena Vichi aveva quarantacinque anni ed era una bella donna esile ed elegante; d’altra parte aveva ballato su palchi prestigiosi ed insegnava danza alle sue piccole allieve nella scuola di cui era proprietaria e che gestiva con sua cugina Ada, motivo per cui continuava a prendersi cura del suo corpo con la dedizione maniacale di tutta la vita. Il corpo della ex etoile ora è sul freddo tavolo settorio nell’Istituto di Medicina Legale, poco più in là il tecnico ha posato il vestito che lei indossava – troppo elegante per i lavori di giardinaggio cui si stava dedicando quando è morta. Per Alice Allevi – che non è più un’allieva ma ormai una Specializzata - si tratta della prima consulenza affidatale dalla Procura, nello specifico nella persona del PM Valentina Montechiaro, una bella donna nemmeno cinquantenne sicura di sé e dall’aspetto un po’ severo. È un momento delicato per Alice, ha chiuso definitivamente la storia con quello che credeva l’uomo della sua vita, Arthur Malcomess, ha finito il percorso di studi e adesso è arrivato il momento di far vedere cosa ha imparato, tocca guadagnarsi l’indispensabile per mantenersi e pagare l’affitto della casa che ora divide con suo fratello Marco, divorziato con una bambina piccola, il quale non le è di molto aiuto in questo senso. E soprattutto tocca venire a patti con l’unica certezza che sembra avere il questo momento: è sempre stata innamorata - e adesso lo è perdutamente – di CC, ovvero il dottor Claudio Conforti, sempre bello, sempre impunito e sempre per nulla incline all’amore romantico, quello di cui la ragazza si proclama ultima paladina. Anche per continuare a stargli vicino, Alice ha studiato per concorrere al dottorato in Istituto, e in qualche modo ha raggiunto il suo obiettivo. Ma questo incarico dalla Procura ci voleva proprio per darle la possibilità di guadagnare qualcosa e impegnare la mente nel lavoro. Il caso sembra semplice e la signora Vichi probabilmente è morta di morte naturale. Però all’esame autoptico la ragazza nota delle particolarità che la convincono che non è andata affatto così e presto la solita incontenibile curiosità e l’amicizia col dottor Calligaris della polizia la portano a scoprire indizi che conducono questa morte ad un altro caso di qualche anno prima, liquidato come suicidio un po’ troppo frettolosamente e legato proprio alla scuola di danza di Maddalena Vichi e al mondo della danza che è assai meno etereo di quel che possa sembrare. Le cose si complicano ulteriormente quando emerge che quella autopsia (sbagliata?) sul corpo di Ginevra, la giovane ballerina presunta suicida, era stata effettuata da Claudio Conforti su incarico di Valentina Montechiaro…

È il mondo della danza, fatto di duro lavoro, dedizione totale, sacrifici e maniacale cura del corpo, e poi di invidie, voglia di emergere a tutti i costi, e anche di folli manie e sconfinate ambizioni, quello in cui si muove il nuovo caso affidato alla curiosità e all’intuito di Alice Allevi, il personaggio creato da Alessia Gazzola ormai entrato nel cuore di un numero considerevole di lettori. L’ex allieva è cresciuta, ora è una giovane professionista alle prime armi e un po’ meno insicura. È sempre bello per i lettori che si appassionano alle storie di un beniamino vederlo evolvere e maturare, e con lui anche i coprotagonisti delle sue avventure, ed è proprio quello che accade in particolare in questo settimo romanzo. Alice è sempre alle prese con i suoi problemi sentimentali, vorrebbe certezze da un uomo che non sembra capace di dargliene (ma sarà davvero sempre così?), mentre il suo ex aspetta un figlio da un’altra donna; è sempre la ragazza apparentemente preda di mille dubbi ed esitazioni che però mostra di amare il suo lavoro e saperlo fare bene. Eppure è davvero diventata grande e affronta gli ostacoli della vita privata e lavorativa con maggiore consapevolezza e coscienziosità, nonostante continui a trovarsi in situazioni talvolta strampalate e divertenti. Anche Alessia Gazzola sembra essere crescita con il suo personaggio, la sua scrittura appare più sicura e sempre assai scorrevole, e più che mai Arabesque – che, ricordiamo, in musica classica definisce un tipo di composizione breve ed elegante, è il nome di un brano di Claude Debussy citato nel romanzo, ma anche quello di una delle figure più note del balletto classico – mostra un perfetto equilibrio tra l’ingrediente giallo e quello rosa che, insieme all’ironia, caratterizzano i romanzi della giovane scrittrice siciliana. Si conferma quindi una lettura assai piacevole, leggera e divertente destinata ancora una volta al successo, lo stesso testimoniato dall’ottimo share ottenuto dalla serie tv trasmessa da Rai1 tratta dai romanzi precedenti della autrice. Attendiamo quindi con impazienza la seconda serie tv e, naturalmente, il nuovo appuntamento il libreria con Alice Allevi e le sue (dis)avventure.



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