Articolo 353 del codice penale

Articolo 353 del codice penale
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Il mare della Bretagna, due uomini, una barca, i gabbiani che volteggiano sopra di essa, i crostacei che si dibattono all’interno della nassa appena tirata su. E un momento dopo, uno dei due uomini si dimena nell’acqua fredda, chiedendo aiuto all’altro, che accende il motore della barca e se ne va. Martial Kermeur è da solo di fronte al giudice. Una truffa, un volgare caso di truffa, ripete. Per parlare, per raccontare tutto sin dall’inizio, ha bisogno che gli siano rimosse le manette, non ci riesce senza le mani libere. Tutto, nella barca, è successo in pochi istanti. Poi, il corpo di Antoine Lazenec è stato ritrovato senza vita e Martial Kermeur non è rimasto sorpreso quando la polizia lo ha prelevato dalla sua casa, anzi dal “castello”, una di quelle grandi case comunali in pietra e ardesia dominante la rada, dove Martial, anni prima, si è trasferito con il figlio Erwan, nell’attesa, a seguito del licenziamento dall’arsenale, dell’indennità di quattrocentomila franchi, sufficienti per l’acquisto di una casa nel Finistère. Il “castello” gli era stato concesso dal sindaco Le Goff. In cambio dell’alloggio Martial si sarebbe occupato della manutenzione del parco e delle visite di eventuali interessati all’acquisto dell’immobile, in vendita a causa della situazione finanziaria del Comune. L’interessato, in questo caso, era Antoine Lazenec. Martial aveva da subito intuito che quella visita sarebbe stata diversa; infatti, il Sindaco in persona era venuto ad accogliere il visitatore, perché Lazenec “… come un pioniere che sbarca su una nuova terra”, era arrivato per qualcosa di grande, un grande progetto, una stazione balneare nella rada di Brest…

Articolo 353 del codice penale è un breve ed intenso romanzo scritto in forma di monologo. La lunga confessione di Martial Kermeur di fronte al giudice ci fa ripercorrere alcuni anni della vita del protagonista a partire dal primo incontro con Antoine Lazenec, fino al giorno dell’omicidio di quest’ultimo. Nell’esposizione dei fatti emergono, oltre al rapporto tra Kermeur e Lazenec, altri elementi quali la separazione dalla moglie, un investimento sbagliato, la presa di coscienza di essere stato vittima di una truffa: insomma accadimenti, questi ultimi, della vita di un uomo che hanno tutta l’aria di essere considerati dei fallimenti. Nonostante ciò, pagina dopo pagina le avvisaglie di una volontà di ribellione allo scorrere degli eventi e di un desiderio di riscatto non mancano. Non povera di sorprese specialmente nel finale, la narrazione scorre fluida, grazie alla penna di un talentuoso scrittore, vincitore del Gran Prix RTL-Lire nel 2017, che, oltre a regalarci un romanzo di suspense, vuole porre in rilievo l’aspetto sociale e la psicologia dei personaggi che lo compongono. Sebbene vicende come quella narrata possano accadere ovunque, la scelta dell'ambientazione in un borgo di un lembo estremo di terra bretone, il dipartimento del Finistère (che racchiude appunto nel suo nome di derivazione latina ‒ finis terrae ‒ anche il suo significato), non sembra casuale, piuttosto decisamente voluta sia per la forte connotazione geografica e morfologica di una terra seducente e selvaggia, sia per la volontà della sua gente di mantenerla tale, scevra da speculazioni edilizie che spesso e senza troppi ostacoli lasciano cicatrici indelebili a testimonianza della avidità della natura umana.



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