Ascolta i battiti

È la vigilia di Natale e Sofia corre. Ha un cappotto rosso, il cappello a righe, e ascolta Vegas Jones mentre si precipita a comprare gli ultimi due regali che le mancano. È distratta, le dicono tutti, ma lo è il giusto, pensa lei, mentre si affretta a percorrere la città di corsa, quasi volando. Poi vede il cielo grigio, un cofano grigio, poi più niente. Ruben pensa che la scuola sia una specie di galera, ma tutto sommato ci sono anche dei buoni motivi per sedersi tutte le mattine al suo banco: le gambe di Viola e gli occhi di Marta, per esempio. Quanti abbracci vorrebbe dare, invece di prendere appunti. Il prof di matematica oggi gli ha chiesto se è ritardato. Ritardato in che senso? In ritardo? Inadeguato? Più che altro si sente annoiato e l′unica cosa che gli importa è trovare un senso a quella strana vita che conduce. Se poi, mentre è lì a pensarci, gli fanno una domanda o gli consegnano un compito, che colpa ne ha? Ruben ha questioni più importanti da risolvere. Sofia intanto si risveglia in una camera d′ospedale, con i genitori attorno al letto e un braccio che sembra quello di un robot: frattura scomposta dell′omero e della clavicola, più un bel numero di brutte ferite sul viso. Quando al terzo giorno di degenza arriva Elias, suo cugino, 13 anni come lei, fa persino qualche passo in corridoio. Mentre ritornano verso la sua stanza, incrociano un ragazzo proprio carino, con gli stessi ferri che sporgono dal braccio di Sofia. È Ruben, che Elia riconosce perché sono amici…

Due adolescenti, entrambi distratti quel tanto che basta per attraversare col rosso – Sofia – e andare a sbattere contro un palo – Ruben. Due adolescenti con le cuffie nelle orecchie, perché Vegas Jones, Tha Supreme e Salmo, anche se non li conoscono personalmente, sembrano proprio parlare di loro. Aggiungete Instagram, il pensiero fisso di procurarsi un po′ di popolarità almeno nella vita virtuale, le liti con i genitori e la scuola che tiene costretti come un contenitore del tutto inadeguato alle reali necessità dei giovani protagonisti. Quando però le coincidenze della vita portano prima nello stesso ospedale, poi qualche mese dopo, sulla stessa spiaggia, allora la vita incomincia a girare diversamente. Un romanzo per lettori giovani adulti, che parla il loro linguaggio, con tanto di emoticon, e cita le strofe dei cantanti più ascolatati in cuffietta. Piacerà ai ragazzini che hanno la stessa età dei protagonisti o poco più, a chi ha scoperto il primo amore o spera che presto bussi alla porta. Sarà un conforto ritrovare nella storia i propri pensieri, le incomprensioni e le crisi tipiche dell′età, i propri desideri. Il tutto affrontato in maniera diretta, con un linguaggio assolutamente contemporaneo e vivace. Astenersi genitori.

 


 

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