Ascoltare gli alberi

“La foresta è in tutte le mitologie un luogo sacro, come le querce tra i druidi o il boschetto di Egeria. E anche nella vita più quotidiana e familiare si parla con rispetto di foreste celebri, come quella di Sherwood. Se Robin Hood non avesse avuto Sherwood come rifugio, sarebbe difficile investire la sua storia di tutto il fascino che possiede. È sempre la parte della storia che non viene narrata, le gesta compiute e la vita vissuta nell’inesplorata segretezza del bosco, che ci incanta e ci fa tornare bambini”. Che facciano tornare alla memoria la mitologia, i ricordi dell’infanzia, rigenerare lo spirito o semplicemente riflettere sulle meraviglie della natura, gli esseri, viventi e non, che compongono l’ecosistema bosco, sono i protagonisti assoluti di questa raccolta di riflessioni. Leggendo tra le pagine ci immaginiamo l’autore come un tutt’uno con la foresta, completamente assorbito dal fruscio del vento tra gli alberi e dagli altri suoni della natura che parlano “del continuo progresso dell’universo” o “da un cardellino che attraversa cinguettando la giornata ferma e cupa”. Ma sono soprattutto gli alberi - aceri, pini, frassini, olmi, tigli - che danno, sopra a ogni cosa, piacere alla vista. Infatti, attraverso un’attenta osservazione della natura si può scorgere un albero che conquista la supremazia tra i suoi simili e spunta più in alto rispetto agli altri o la betulla bianca che svetta in cima alla collina verso un cielo pallido e nebbioso o il pioppo, erto in mezzo al bosco, di cui prima si ignorava addirittura l’esistenza…

Le riflessioni contenute in questo saggio, corredate dai disegni originali dell’autore, sono estratte dal diario di Henry David Thoreau e coprono un arco di tempo piuttosto lungo della vita dell’autore che va dal 1841 al 1853. In quegli anni, lo scrittore instaura un’amicizia profonda con Ralph Waldo Emerson e con altri pensatori trascendentalisti, avvicinandosi a tale pensiero, che celebrava l’individuo piuttosto che le masse, l’emozione piuttosto che la ragione, la natura piuttosto che l’uomo. Dopo la morte del fratello avvenuta nel 1842, Thoreau decide di sperimentare una vita semplice, basata sull’autosufficienza, stabilendosi in una piccola capanna presso il lago di Walden, nel Massachusetts, dove vivrà però solo per un paio di anni dal 1845 al 1847, per poi trasferirsi di nuovo a Concord, sua città natale. Immerso nella totalità del bosco, si dedica a tempo pieno alla scrittura, all’osservazione della natura ed alla meditazione e porta a compimento la prima opera importante, A week on the Concord and Merrimack rivers (pubblicato nel 1849); alla stessa esperienza è direttamente ispirato anche Walden ovvero vita nei boschi (pubblicato nel 1854). Una natura, quella descritta da Thoreau con uno stile chiaro, semplice ed elegante, viva e in continuo mutamento, nei suoi infiniti colori, suoni, profumi e sfumature delle stagioni nel Massachusetts: gli alberi sono vivi, tanto quanto gli uomini, il loro abbattimento lascia un vuoto, così come la loro vista genera una piacevole e appagante sensazione di bellezza. Anche in Ascoltare gli alberi viene celebrato il bosco nelle sue numerose sfaccettature ed emerge chiaramente la difesa di uno stile di vita in profondo contatto con la natura alla ricerca della propria spiritualità e di una vita più autentica, rispetto ad una vita “dispersiva e superficiale”.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER