Aspettando domani

Aspettando domani
Matthew, insegnante di Filosofia a Boston, decide di scrivere una lunga mail a Emma, sommelier del famoso ristorante Imperator di New York: è così che si conoscono. In quelle prime mail si scrivono dapprima titubanti e schermati, poi incrociando e accomunando tutti i gusti; così Matthew – che da quando è rimasto vedovo non hai mai più posato lo sguardo su un’altra donna – la invita a cena. Emma, depressa a tratti e single, accetta sfidando la neve, una nuova capigliatura e acquistando un nuovo cappotto: sì, si sente addirittura bella. Giungono entrambi puntuali al ristorante ma ciascuno dei due resterà seduto al tavolo in attesa. In effetti non si incontreranno e se ne torneranno ognuno a casa dai propri fantasmi, amareggiati e delusi. Il destino ha giocato loro un singolare scherzo: Emma vive nel 2010, mentre Matthew vive già nel 2011, ad un anno esatto di distanza. Come è possibile allora che riescano a comunicare via mail? Che strano fenomeno è questo?
Guillaume Musso, che in Francia è probabilmente il più grande romanziere del momento, tenta un affondo à la “Sliding doors”. Un po’ troppo rocambolesca la narrazione verso il finale, in cui la trama ha la velleità di assomigliare a un thriller psicologico, a un poliziesco, a un noir per poi tornare verso il punto di partenza: lo “spazio delle varianti”. Come cambia per noi la visuale del presente e del passato, se veniamo a conoscenza di fatti mai sospettati che sgretolano completamente l’impalcatura sulla quale è costruita la nostra stima verso una persona?  C’è anche un altro aspetto da non sottovalutare: quando siamo abituati a vivere infelici, siamo disposti a intravedere uno spiraglio di gioia? La filosofa Michela Marzano ci dice che “Quando la sofferenza è ciò che conosciamo meglio, rinunciarvi è una prova”; in effetti, cambiare completamente il modo di vedere il nostro oggi, ci costringe a rivedere il passato se non completamente, almeno in parte. Emma e Matthew in queste pagine si impegnano, hanno scelto probabilmente di far cessare quell’onda che li rende due persone tristi: anche se tutto ha un prezzo.

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