Assassini di libri

Assassini di libri
La storia del libro è strettamente legata a quella della censura. Scrittori e letterati hanno sempre dovuto affrontare le tagliole disseminate dal potere (ecclesiastico o secolare). Dalla Russia sovietica, in cui gli autori proibiti venivano deportati in Siberia e il più delle volte giustiziati, alla Cina di Mao, in cui solo apparentemente agli intellettuali venivano riconosciuti gli allori (anche qui poi messi alla pubblica gogna e uccisi), agli Stati Uniti maccartisti con il loro spauracchio comunista sempre alle porte. La censura ha una natura variegata e può nascere dalle esigenze più disparate: la tutela dell’ordine pubblico, che vieta l’accenno a qualsiasi descrizione del corpo o della sessualità femminile (il caso di Quelle signore di Notari nel 1904 o de La pelle di Malaparte nel 1949); la difesa pedissequa ed eccessiva della religione o della sua personale interpretazione (Harry Potter vietato nella cosidetta Bible Belt americana); l’allontanamento dei lettori dalle verità scomode che potrebbero smascherare un regime (roghi nazisti o purghe fasciste)…
Il piccolo saggio di Fabio Giovannini elenca in maniera chiara e dettagliata le paludi censorie che nei secoli sono state costrette ad attraversare le opere letterarie. Molteplici sono gli spunti e gli episodi interessanti: si scopre, ad esempio, la lettera ossequiosa che Arnoldo Mondadori, per meri fini utilitaristici, scrisse all’allora Ministero fascista dell’Educazione per riuscire a pubblicare alcuni testi commentati da Dino Provenzal, ebreo. O della censura postuma subita da Altri libertini di Tondelli ad opera di Bompiani nel 2000 per venire incontro a presunti desideri dell’artista. La fatwa dell’ayatollah Khomeini contro Rushdie è cosa nota, ma forse lo è meno la fine subita dal suo traduttore giapponese, Hitoshi Iragashi, ucciso da un ignoto assassino. Molti romanzi sono poi costretti a fare giri improbabili per riuscire a raggiungere la loro pubblicazione, come nel caso di Pasternak, il cui Il dottor Zivago vide la luce solo grazie a Feltrinelli in Italia. Un saggio di piccole dimensioni, ma di grande respiro ed utilità.

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