Assedio

Assedio
Fine del 1993. Sarajevo è una città distrutta, sofferente, logorata dalla guerra. Sui tetti i cecchini giocano al tiro al bersaglio con la gente. Vige un vero e proprio stato di assedio. È una fredda notte quando Stefan Weiss, agente tedesco della UNPROFOR – un corpo speciale dell’ONU – viene incaricato di recarsi in un vecchio palazzo nel quartiere di Novi Grad, dove, secondo una soffiata, qualcuno sta nascondendo delle armi. Giunto sul posto, Stefan incontra due tizi che lo conducono davanti alla stanza che nasconderebbe le armi. Ma quando apre la porta, Stefan non trova armi. Trova un cadavere. Quando si gira i due sono già scomparsi. E anche il cadavere. Cosa sta succedendo? Nella stanza vige il buio assoluto. Il mistero si infittisce quando l’agente si imbatte in due nuovi cadaveri decomposti: quelli degli uomini che qualche minuto prima lo hanno accolto nel palazzo. Ma anche questi due cadaveri scompaiono, portandosi via uno dei due poliziotti giunti in soccorso di Stefan, dopo che questo, prima di perdere i sensi, è riuscito a comunicare alla radio la propria posizione. Si decide di fare luce sulla vicenda e nel palazzo accorre Elèna Hahn-Krauss, osservatrice dell’ONU, con tutto il suo esercito di caschi blu. Bisogna fare presto, perché il giorno dopo, a Sarajevo, ci sarà un fondamentale incontro diplomatico per decidere le sorti dei Balcani. Per questo l’osservatrice ha deciso di portare con sé la Squadra ESP, addetta ai casi ai quali è difficile dare una spiegazione razionale. Ma durante la ricognizione della stanza, due donne della squadra scompaiono. L’ultima spiaggia sembra essere il Cieco, un inquietante negromante che sembra vedere oltre l’invisibile, l’unico forse in grado di dare una spiegazione agli eventi che si celano dietro la stanza 41…
Esistono luoghi in cui a volte accadono fatti che sfuggono alla nostra comprensione. È questo l’assunto di Assedio, labirinto psico-thriller-spy-horror nato dalla penna dello scrittore romano Vincent Spasaro e approdato in edicola nella collana Segretissimo. Teatro della vicenda è Sarajevo, la città che da secoli è stata crocevia delle sorti politiche dei Balcani e dell’intera Europa, se pensiamo che proprio in questa città si innescò l’infernale meccanismo della Grande Guerra. Assedio è un romanzo indefinibile e inafferrabile, sorretto da un plot che non concede punti di riferimento. Un impasto narrativo che prende spunto dagli orrori della guerra jugoslava per poi immergersi nelle torbide acque del fantastico, del metafisico inteso alla André Breton, secondo il quale il surreale è ciò che si scopre all’interno della realtà, non al di fuori di essa. E così Sarajevo diventa il luogo in cui il dolore, la violenza, la sofferenza trasformano la realtà in un incubo e la stanza 41 si allegorizza nel mitologico vaso di Pandora che, una volta aperto, sprigiona tutti i mali del mondo. Così l’assedio diventa, oltre che reale, assoluto, trascendente e, di conseguenza, spirituale. Un assedio che non lascia scampo, non fa prigionieri, ma solo vittime.

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