Assenze Asiatiche

Assenze asiatiche
Un viaggio attraverso l'India alla ricerca di una spiritualità così inevitabilmente radicata nei luoghi. Giornate afose, appiccicose, affollate, rese ancora più surreali dalla febbre che prende improvvisamente il giornalista tedesco Wolfgang Büscher che sta attraversando il paese da nord verso sud al seguito di una comitiva sgangherata - un fotografo, un amico indiano autista e un ometto anziano che si fa chiamare, nessuno sa perché, professore. Probabilmente nemmeno lui s'aspettava di essere lasciato solo in un ex ospedale ormai deserto, nel mezzo del nulla, per poter riprendersi dal delirio febbrile. Una decisione che sembra perfettamente normale, in un viaggio che riserverà molte altre sorprese, tra qui un giovane maharaja che si esibisce in concerto per le sue scimmie... Estate degli anni novanta: una traversata dagli Emirati Arabi a Singapore su una petroliera, una piccola città che scivola lentamente in mare aperto, composta da uomini che anelano la terra ferma che non toccano per mesi. E su queste città così fuori dalla realtà, o meglio, che sembrano seguire una realtà parallela, non è difficile imbattersi in personaggi che hanno fatto del mare la loro vita, figure emblematiche e imperscrutabili come St. John, un ufficiale inglese che si lascia vedere quasi solo di notte e gran appassionato di cricket... Scalare l'Himalaya con un gruppo di sciamani e il loro seguito non è un'esperienza che può essere dimenticata facilmente. Il cammino - per niente facile per una persona non abituata a questa natura impervia, e tantomeno alle sanguisughe - verso la vetta più alta assume un altro significato se fatto in compagnia di questi “stregoni” che sopportano tutto questo per essere più vicini a Shiva e compiere i loro rituali di purificazione...
L'Asia è per Wolfgan Büscher, giornalista tedesco famosissimo in patria per i suoi reportage di viaggio su “Geo”, “Die Welt” e ora su “Die Zeit”, la rappresentazione massima dell'estraneità in questi tempi così globalizzati che tendono ad elimare tutto ciò che è diverso. E lo è anche per noi che vediamo questi mondi esotici e spirituali attraverso i suoi occhi, increduli, curiosi, sempre leggermente ancorati allo scetticismo occidentale. India, Cambogia, L'Himalaya, Tokio, Cina: un vagabondaggio in bilico tra il sogno, la fascinazione e la repulsione che inevitabilmente sorge di fronte a mondi così lontani (non solo geograficamente) dal nostro. Una narrazione soggettiva, che si appoggia, attraverso racconti ricchi di immagini assolutamente non da cartolina, alla tradizionale letteratura di viaggio tanto in voga nei primi decenni del secolo scorso e che si arricchisce qui di note malinconiche, quasi nostalgiche. É un piacere lasciarsi trasportare dalle parole di Büscher, che non scivolano mai nella retorica e che ci offrono affascinanti quadri di mondi in via d'estinzione. 
 

 

 

 
 
 
 
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