Autobiografia mai scritta

Autobiografia mai scritta
Un collage delle lettere, appunti, discorsi, articoli, ricordi che Errico Malatesta, forse il massimo esponente dell'anarchia nella storia italiana, ha lasciato dietro sé. Tutto questo materiale, ripercorrendo passo dopo passo una vita spesa a combattere per l'ideale dell'anarchia, forma l'autobiografia che Malatesta in vita, schivo com'era, rifiutò sempre di scrivere...
La figura di Errico Malatesta ha molto di eroico e tutto di affascinante, immersa com'è nel nucleo incandescente della nascita dei movimenti anarchici, socialisti, libertari e democratici sul finire del XIX secolo. Lui c'era, insomma, ed era anche uno dei protagonisti. Fu leader carismatico ma uguale tra gli uguali, uomo d'azione, incarnazione di ideali semplici e potenti. Malatesta non si limitò mai a teorizzare, bensì agì, lottò, visse coerentemente con le sue idee e fu per questo perseguitato dal potere costituito e dai suoi sgherri. Socialista della prima ora, era presente in qualità di delegato alla Conferenza di Rimini durante la quale venne fondata la federazione italiana dell'Internazionale Socialista. Nel 1872 conobbe Bakunin, il suo maestro, e partecipò al primo congresso dell'Internazionale anti-autoritaria, che si svolse in Svizzera. Aderiva ormai con entusiasmo al movimento anarchico europeo, e la sua militanza stava per fare un deciso salto di qualità: nello stesso 1872, nel 1873 e soprattutto nel 1877 organizzò insurrezioni a Bologna, Pistoia e nel Matese (l'entroterra tra Caserta e Campobasso) e fu per questo incarcerato per 16 mesi. In seguito assolto, alternò per tutta la vita periodi di lotta politica dura e clandestinità in Italia a volontari esili in Egitto, Siria, Romania, Svizzera, Belgio, Londra, Argentina, Francia, Spagna, Usa, durante i quali esercitava con indubbia capacità il mestiere di elettricista meccanico e quello di rivoluzionario. Una vita del genere non poteva non essere piena di avventure e sogni, di emozioni e sconfitte, di paura e speranza. Ma Errico Malatesta non sentì il bisogno di condividere le sue esperienze con i suoi compagni, se non quelli legati da vincoli stretti di amicizia. Scrisse testi essenziali per chi ama la cultura libertaria (L'anarchia, ad esempio), ma nulla o quasi sulla sua vita privata. Una lacuna che gli storici Piero Brunello e Pietro Di Paola, curatori del volume, hanno cercato di colmare con l'ausilio dei pochi frammenti disponibili di diari, appunti, lettere ai familiari e agli amici. Ne vien fuori un Malatesta umanissimo, battagliero, innamorato della vita e della libertà. Il libro edito da Spartaco è quindi indispensabile per conoscere più a fondo una delle figure più importanti e romantiche dell'anarchismo, uno dei filoni 'perdenti' ma più fecondi del movimento operaio italiano.

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