Autostop con Buddha

Autostop con Buddha
I giapponesi in primavera assistono a un fenomeno particolare. La fioritura dei ciliegi si muove come un vero e proprio fronte da sud a nord, da Capo Sata alla fredda isola di Hokkaido. Il Sakura Zensen (o fronte dei fiori di ciliegio) è l’essenza zen dell’attimo perfetto che svanisce: in pochi giorni i fiori e i colori che annunciano l’arrivo della nuova stagione scompaiono. Come in un koan, la purezza dura solo un istante. Il fenomeno è così importante per i giapponesi che nei telegiornali ci sono dei servizi appositi che descrivono l’avanzata dei fiori fin nei minimi particolari. L’arrivo della nuova stagione segna l’inizio dell’anno scolastico e la chiusura degli affari. I petali rosa sono accolti con festeggiamenti e brindisi a base di saké e recite estemporanee di haiku. Will Ferguson insegna per due anni inglese in un liceo nelle isole Amakusa a sud del Giappone. Durante una Festa dei Fiori di Ciliegio con i colleghi annuncia - inebriato dall’alcool - che ha intenzione di seguire il Zensen fino all’estrema punta di Hokkaido. La scommessa un po’ bizzarra viene presa con serietà dagli amici, che gli dicono di aver compreso l’essenza del loro paese. Ringalluzzito dai complimenti dei conoscenti e desideroso di fare nuove esperienze, Will decide di partire per questo viaggio utilizzando dove gli sarà possibile l’autostop...
Il percorso casuale, condizionato dalla bontà degli automobilisti, si rivela un pretesto per parlare di un paese sconosciuto agli occidentali. Le case con le caratteristiche porte a scorrimento e con i bonsai, lo strano rito dell’abluzione collettiva nelle acque termali, le storie mitiche dell’orgoglio dei samurai sanguinari, il teatro Nō, la gentilezza delle persone comuni, la cerimonia del tè, le antitesi tra campagna rurale e città sovraffollate e molti altri aspetti di questo arcipelago vengono vissuti in prima persona dall’autore, che con un piglio deciso e pieno di curiosità da vero esploratore, ci fa entrare in una cultura e in un mondo nuovo. A metà strada tra diario e reportage, queste 450 pagine ci spiegano senza spocchia le tradizioni del Giappone contemporaneo, paese in bilico fra passato e futuro, incubatore di mode d’avanguardia e nel contempo ancorato a tradizioni che si perdono nella notte dei tempi. Un’ottima introduzione per chi volesse partire per il Sol Levante, ma anche un’indispensabile guida per capire come l’alterità occidentale sia filtrata attraverso l’immaginario dei simpatici cugini con gli occhi a mandorla.

 

 

 
 
 
 
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