Babooshka

Babooshka
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Vivono appartati. Hanno ancora abbastanza risorse per sopravvivere. Lui, Maddalena e da poco tempo la femmina pastore maremmano  Babooshka, imponente, affamata, fedele come tutti i cani. Fuori il mondo è alla deriva. Violento, crudele, egoista, dilaniato da lotte intestine. E su tutta l'area gravita la minaccia del vulcano. Con le sue fuoriuscite improvvise che portano morte e distruzione e seminano disperazione. Potrebbero anche rimanersene così. Ma lui vuole andare a vederlo, il vulcano. Anche se il viaggio è pericoloso per mille e più motivi. Non è più il mondo di una volta, o forse il mondo è sempre stato così ed ha solo svelato la sua pura e terribile essenza. Maddalena è donna pratica, accetta. E figuriamoci,  Babooshka è un cane. Lui ha sempre avuto gatti, ma ne apprezza le qualità di incorruttibile amico dell'uomo… 
Mancanza di calendario, di appuntamenti , di anticipi o ritardi. Pochi giornali, ben confezionati ma asettici. Paesaggio dagli squarci imponenti ma anche annichilenti. La forza della natura e la brutalità dell'uomo, costretto oramai a regredire al primitivo, a lottare con animali con l'oscura sensazione di soccombere prima o poi. Libro apocalittico, più che nichilista, che qua e là - almeno a me - ricorda gli splendidi, aridi e terribili eventi de La strada di Cormac Mccarthy. Certo, qui non ci sono dialoghi rapidi e magnetici, non c'è l'amore tra padre e figlio, non c'è quel substrato di umanità, seppure nella tragica consapevolezza della fine incombente, che anima il libro dello statunitense.  Ma è un romanzo (anzi, facciamo un racconto lungo) a suo modo evocativo, poco lirico ma che è intonato con la poesia maestosa e poco suadente della apocalisse vicina. Ed il vero protagonista , il vulcano, è chiaramente, in maniera affatto velata, proprio il Vesuvio. Non sono solo i paesaggi e le ambientazioni a ricordarlo. In un passo l'autore cita espressamente due vicende che lo identificano senza dubbio. L'eruzione che in epoca di dominio romano distrusse e sotterrò Pomepi e il successivo concerto dei Pink Floyd in quel sito archeologico negli anni Settanta, epico per la storia del rock . Frasi secche, senza riferimenti spazio-temporali, ma che invece rappresentano un preciso riferimento all'Italia oggi. Bello lo stile,che incatena e limita un pessimismo cosmic da cui Leopardi stesso sarebbe rimasto schiacciato. Ma anche amore, anche senza speranza. Per la donna, gli animali e quei puri istinti ed istanti di vitalità che troppo spesso sotterriamo nel nostro vivere affrettato e talvolta non solo caotico, ma volgarmente caustico e insensato.

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