Ballo in maschera

Ballo in maschera
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Kriszti ha quindici anni, è orfana di madre e vive con sua nonna e suo padre. Insieme a Tadé, il suo orsacchiotto, hanno condiviso con lei la perdita della loro carissima Zsuzsa, madre, moglie, figlia. Tutta la vita di Kriszti è stata un lungo tunnel cupo da cui ogni gioia era bandita e il lutto veniva coltivato quasi con amorevole pertinacia, perché dismettere il dolore avrebbe significato lasciar andare l’amatissima morta. Negli ultimi tempi,però, l’aria in casa è carica di una speciale elettricità: sua nonna le sta cucendo un bellissimo vestito da zingara con la coperta in cachemire del pianoforte; le trecce di sua madre aspettano di essere intrecciate tra i suoi capelli; a scuola è arrivata la signora Éva, un’insegnante che l’ha ispirata, le ha aperto gli occhi ed ha inconsapevolmente innescato la scintilla che ha fatto concepire a Kriszti il piano che metterà in atto questa sera; la scuola ha organizzato un ballo in maschera autorizzando per la prima volta le classi maschili a parteciparvi insieme a quelle femminili e l’organizzatrice è la stessa signora Éva. Kriszti ha riflettuto, si è interrogata sulla propria responsabilità nelle vite dei suoi cari, sul ruolo che può ricoprire nel determinarne i destini ed ha deciso di superare le sue paure, i suoi piccoli egoismi dando al destino la prima piccola spinta che determinerà tutte le altre: il signor Bence, vecchio agricoltore segnato da altrettante perdite che sua nonna, è tornato, il loro fidanzamento interrotto dall’egoismo della ragazzina è ripristinato, si sposeranno e sua nonna andrà a vivere con lui. Ora non resta che dedicarsi alla felicità di suo padre…

 

Ancora una volta Magda Szabó ci regala uno straordinario personaggio di donna in divenire, non ancora compiuta, ma che lascia intuire la propria profonda carica di umanità e che va ad unirsi di diritto nell’Olimpo letterario della eccellente produzione dell’autrice alle altre sue creature femminili, giovani e meno giovani. Kriszti è una sorta di compendio di molte di coloro che l’hanno preceduta, sia nel mondo dei bambini che l’autrice ha indagato splendidamente nel le sue recenti fatiche letterarie, sia in quello degli adulti popolato da inarrivabili figure femminili che sono quasi archetipi perfetti. Kriszti ha in comune con la piccola protagonista di Ditelo a Sofia la dolcezza, la capacità di individuare l’umanità ferita dietro la scorza ruvida di un uomo anziano, ha la sfrontatezza della giovane Magda di Per Elisa, la vulnerabilità e il grande attaccamento agli affetti familiari della giovane Georgyna di Abigail, ma, a differenza di molte altre protagoniste dell’autrice che l’ha concepita, ha anche una grande leggerezza, una capacità di librarsi al di sopra degli eventi, di non perdere mai di vista il suo obiettivo ultimo. E’ determinata, oggi si direbbe focalizzata, e per raggiungerlo è disposta a sacrificare molte piccole cose, non importa che si tratti del premio per la maschera più bella, della reputazione scolastica o … di un panno di cachemire.

 

 

 

 
 
 
 

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