Bambino 44

Bambino 44
È il venticinque gennaio 1933: Pavel e Andrej sono due fratelli alla disperata caccia di un gatto. In un bosco adiacente al piccolo villaggio ucraino di Červoj, i bambini seguono le tracce della piccola bestiola sulla neve. È la loro preda, sarà la loro cena, da tempo il villaggio è piegato dalla fame e quel gatto allungherà la vita alla loro mamma. Si addentrano per chilometri tra gli alberi imbiancati, poi trovando le tracce dell’animale piazzano la trappola e attendono - acquattati e immobili nella neve. Poi il felino si avvicina, e dopo un’iniziale esitazione cade nella trappola. I bambini lottano contro la furia dell’animale intrappolato, hanno la meglio e trionfanti tornano verso casa. Ma non erano i soli a cercare cibo nel bosco. Un uomo con un grosso bastone ed un sacco si avvicina, colpisce furiosamente alla testa Pavel, che perde i sensi. Andrej scappa sconvolto dalla madre, che già aveva intuito la tragedia incombente non vedendoli rientrare. Alcuni anni dopo Leo Demidov agente del MGB, il ministero per la Sicurezza di Stato dell’Unione Sovietica, viene mandato ad insabbiare la morte di un ragazzino trovato nudo in un bosco con il corpo mutilato. Nello Stato sovietico del 1953 sotto il regime totalitario il crimine non esiste, Leo deve dimostrare o meglio deve convincere tutti ma in primo avviso il padre del bambino, un collega, che si è trattato di un terribile incidente. Inizialmente anche Leo si convince che quella sia la verità, ma quando gli viene chiesto di denunciare la sua stessa moglie come spia si rende conto che lo Stato è corrotto oltre ogni limite, e nessuna ideologia può giustificare un simile arbitrio. Cerca di opporre resistenza, segue tutti i metodi investigativi che conosce per trovare prove a supporto della sua innocenza, ma viene accusato di collaborazionismo, degradato e trasferito in una località nella quale si pensa che non possa dare più fastidio. Altri omicidi simili a quello del bambino si moltiplicano, Leo in segreto ricomincia ad indagare. Ma stavolta è solo...
Thriller d’esordio per Tom Rob Smith, libro definito dal quotidiano La Repubblica come “un debutto davvero stellare”. Ispirato ad una storia vera, Bambino 44 è uno splendido romanzo corale, un libro che ha tutte le carte per essere eletto a bestseller internazionale: non stupisce che Ridley Scott ne abbia tratto un film, non stupisce perché i personaggi sono ben descritti, complessi e articolati; non stupisce perché la scrittura è avvincente e non lascia respiro; non stupisce perché la storia per quanto cruda, violenta e agghiacciante finisce per appassionare e ossessionare il lettore che, forse con un po’ di morbosità, ha l'impressione di seguire da dietro le spalle di Leo una vicenda che pagina dopo pagina rivela la spiazzante mostruosità del totalitarismo, di uno Stato che riduce al silenzio, vendica e schiaccia tutto quello che viene considerato anche solo una potenziale minaccia.

Leggi l'intervista a Tom Rob Smith

 

 

 

 
 
 
 
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