Baudolino

Baudolino
Aprile 1204. Dopo aver sbaragliato le difese messe in atto dal pur ardimentoso esercito bizantino, le truppe crociate prendono possesso di Costantinopoli. Ovunque divampano incendi. I vincitori saccheggiano e si dividono le spoglie di quella che al tempo era considerata la città più popolosa e più ricca del mondo. La furia devastatrice non risparmia nemmeno la Chiesa di Santa Sofia, dentro le cui mura due corpulenti soldati invasori avrebbero di lì a poco preso a torturare l’illustre teologo e storico Niceta Coniate se non fosse intervenuto in suo soccorso Baudolino. Questi altri non è che un anziano contadino originario della città di Alessandria, che asserisce di essere figlio adottivo di Federico Il Barbarossa e reduce da una spedizione punitiva nella quale sostiene di aver giustiziato l’uomo che avrebbe ucciso l’ex-imperatore teutonico. Dopo averlo tratto in salvo in una torre difesa dalle armate dei Genovesi, Baudolino chiede a Niceta di aiutarlo a mettere ordine tra i ricordi della propria vicenda esistenziale. Ma non sarà un’impresa semplice. Il reiterato ricorso all’artificio e all’inganno ha consentito all’uomo di condizionare gli eventi storici in maniera sorprendente; ma lo ha reso ormai incapace di discernere tra fatti e fandonie...
Dopo Il nome della rosa Umberto Eco torna a cedere alle lusinghe di una narrazione ambientata nell’epoca medievale, realizzando un nuovo corposo romanzo che ai rigori di una dotta ricostruzione storica preferisce il piacere di una perlustrazione fantasiosa. Gli avvenimenti vengono filtrati attraverso un racconto dove menzogna e verosimiglianza si mescolano continuamente in un disinvolto e avvincente gioco delle parti. A dare movimento e suspense alla narrazione il noto semiologo e medievista utilizza infatti un personaggio d’invenzione, portando sulla scena letteraria un protagonista del tutto inusuale: un contadino piemontese scaltro e menzognero, dotato di una mirabolante immaginazione. Il lungo racconto delle gesta di Baudolino, reso all’illustre destinatario Niceta Coniate, non costituisce solo il pretesto del romanzo, né il lasciapassare alla biografia di un personaggio tradizionalmente relegato ai margini della storia, ma assume nella lettura del libro una funzione centrale. Quella di catturare anche il lettore non specialista di storia medievale per trascinarlo in un appassionante viaggio, tra leggenda e realtà, alla riscoperta di eventi e personaggi che non si lasceranno facilmente dimenticare.

 

 

 
 
 
 
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