Beijing story

Beijing story
Handong (il cui nome significa "Colui che difende il pensiero di Mao Zedong"), figlio di un alto funzionario cinese, è un giovane ventiseienne con una brillante e precoce carriera nel ramo del commercio. Non è un fannullone, ne è consapevole, ci informa della sua natura ambiziosa e del suo impegno costante per il raggiungimento di buoni risultati, volontà che in Cina non è da sottovalutare. Ama il divertimento sfrenato, si concede ogni lusso, vanta accompagnatrici invidiabili, i soldi lo rendono potente, la sua supponenza è una conseguenza naturale del suo status. La sessualità di Handong è però ambigua, neanche lui sa spiegare perché gli uomini lo attraggono fisicamente. L’entrata in scena di un diciottenne universitario appena sbarcato a Pechino – Lan Yu – cambierà per sempre il corso della sua esistenza, innescando un percorso di profonda scoperta interiore. Lan Yu, al contrario di Handong, ha un carattere riservato, i suoi occhi esprimono malinconica e inquietudine, il passato cela ombre dolorose. Il suo atteggiamento discreto e la docilità con cui si lascia sottomettere conquistano Handong al punto che la presenza di Lan Yu diventa fondamentale, una dipendenza fisico/mentale. La purezza di Lan Yu, il suo distacco totale dalla dimensione materiale e la serenità con cui vive la sua sessualità intrappolano Handong nelle spire dell’amore, un amore disperato, lacerante, inaspettato. Non soltanto coinvolgimento del corpo, dunque, ma anche totale rapimento della coscienza. In un paese in cui l’omosessualità è considerata illecita (parliamo della Cina dei tempi recenti a un soffio dagli eventi di piazza Tian'anmen), un trasporto di tale natura va nascosto e negato. Ecco sorgere le difficoltà di gestire il tempo insieme, ecco l’orgoglio maschile di Handong farsi largo in un cuore che inizia a spezzarsi per la disperazione del possesso, ecco le pretese della società, la necessità di sposarsi, di avere un figlio erede, la pressione psicologica e il dubbio di non essere normali. Che cosa significa essere omosessuali? È una stortura della mente? È una malattia? È un sentimento come un altro? È possibile che un uomo si innamori follemente di un altro uomo? E se sì che cosa rende questo sentimento autentico illecito? Perché doversi nascondere come ladri?
Questo libro è capitato per caso sulla mia scrivania - o forse dovrei pensare che niente accade senza una ragione precisa. Personalmente amo la cultura orientale in senso lato, credo che la capacità di esprimere l’erotismo di questo popolo sia innata, efficace nella sua asciuttezza e linearità descrittiva sia nei libri sia nella cinematografia. Questo romanzo non ha autore (Tongzhi significa ‘compagno’ ed è un termine utilizzato a partire dagli anni ’80 per definire gli omosessuali) perché è probabilmente autobiografico e, si sa, con la struttura sociale cinese non si scherza, basta un niente per precipitare nel buio più assoluto. La storia, struggente, dell’amore tra Handong e Yu (una vera girandola di passione, abbandoni, tentativi estremi ma fallimentari di dimenticarsi) è fortemente fisica ma è anche interiore, spirituale. Il possesso fisico non è mai fine a se stesso e per quanto possa inizialmente imbarazzare, diventa – pagina dopo pagina – la massima rappresentazione dell’unione totale e totalizzante. Handong spiega a più riprese come senta di possedere davvero l’amato solo nel momento in cui lo penetra ed è evidente che stiamo parlando di una penetrazione globale, molto oltre la carnalità, condivisione cosmica di un legame inesprimibile a parole. Il libro ha poi ispirato una pellicola di successo, Lan Yu, per la regia di Stanley Kwan, degna trasposizione di un’opera digitale che grazie al passaparola di internet ha spopolato, diventando il simbolo del sentimento libero contro la censura di stato. Al termine della lettura, con le lacrime agli occhi, mi è tornata in mente la bella lettura di Benigni di una missiva di Oscar Wilde al suo amato e ho pensato che quando il grande poeta irlandese scrive “Domani sarà tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora più divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza…” parla anche di Handong e Yu e di tutte quelle persone che, molto semplicemente, si amano. Non potrei trovare niente di più naturale al mondo.

 

 

 

 
 
 
 
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