The Believer 2

The Believer 2

Avete mai sentito parlare degli auslinguisti? Sapete che il primo concerto di musica rock è stato tenuto nel lontano 1842? Che Paul Auster per scrivere si rifugia in uno spartano monolocale per almeno 6 ore al giorno? E che i Matmos hanno fatto colonne sonore per alcuni film soft-core?
La seconda raccolta del meglio di The Believer ospita, tra una recensione di un insetto e quella di un bambino, anche l'intervista a Steve Martin, quella a Todd Solontz (regista di "Happiness") e il colloquio tra Don De Lillo e Greil Marcus. E poi l'inserto a colori, dedicato questa volta a una carrellata di ritratti celebri (dalla Mona Lisa di Leonardo a L'urlo di Munch) suddivisi in volti impassibili, afflitti, austeri, di dolore e... “in tiro per la serata” (es. Autoritratto con tavolozza di Picasso). Nella pagina precedente al frontespizio l'editore precisa che “secondo voci non confermate, ostentare una copia del Believer in pubblico agevola il conseguimento di favori sessuali”. La verità non è troppo lontana: The Believer, la rivista cult originale nata da una costola di Dave Eggers, è sul pezzo. Americano, occidentale, ma sul pezzo. Scivola elegantemente da Abu Ghraib alle farfalle monarca, permettendovi di acquisire al costo di soli 24 euro svariati argomenti per rallegrare e stupire i vostri amici intellettuali disgustati e annoiati dal Grande Fratello.

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