Benedetta e Niccolò

Benedetta e Niccolò

Niccolò ha due anni, è un bambino bello, biondo, sereno. Un bambino normale. Qualcosa cambia, però: velocemente i suoi comportamenti hanno una virata e sembrano regredire. Non guarda più nulla e nessuno, non permette a nessuno di toccarlo, è isolato in gesti meccanici e ripetitivi. La diagnosi è diretta e dura come un pugno: autismo. Cos’è l’autismo? Che origine ha? Benedetta non si dà pace, quando è successo? E soprattutto perché? Comincia così una ricerca tenace, quasi estenuante su internet, le cause, possibili interventi, qualcuno parla di cura, qualcuno parla di predisposizione. Forse è legato all’alimentazione? È genetico? La vita della sua famiglia è risucchiata in questa spirale di dubbi, in un isolamento crescente che rende insopportabile qualsiasi sollecitazione, qualsiasi rapporto umano. Benedetta è stanca e vuole disperatamente aiutare Niccolò, ridargli una vita, e così riprenderla lei, con suo marito e la piccola appena nata. Eppure, tanto il destino ha voluto togliere quanto forse cerca di restituire: sulla strada della diagnosi e della ricerca di possibili interventi, Benedetta e Niccolò incontrano Cinzia, Arianna, Leonardo, Costanza, medici, educatori, terapisti che improvvisamente rendono questo percorso possibile…

“Autismo” è una parola che nessun genitore vorrebbe sentire mai. Una condanna all’ergastolo, una malattia con cui si può solo convivere perché non si può curare. Una malattia che inchioda i genitori nel presente: come reagire? a chi rivolgersi? come proteggere un figlio debole? E, nel futuro: che ne sarà di mio figlio quando non ci sarò più? Ne sappiamo così poco, ci sono voci discordanti, a tratti polemiche. Poi c’è internet che fa da volano per qualsiasi teoria e accende e spegne speranze nel tempo di un click. Poi, per fortuna (anche se può sembrare cinico), c’è la vita vera. Questo romanzo è ispirato a una storia attualissima, i personaggi sono veri anche se alcuni loro comportamenti sono stati distorti con licenza poetica. Vera la dottoressa che prende in cura il bambino, vero il terapista che lo segue a casa e che di fatto induce il primo sostanziale cambiamento, vera la neuropsicomotricista, la logopedista. Veri tutti. Ed è qui che la realtà supera la fantasia: perché anche nella nostra provincia italiana, mentre tutti ci affanniamo a gridare a un Paese in disfacimento, un’équipe straordinaria di specialisti realizza il prodigio. Vera la mamma, una roccia che, seppur profondamente segnata dagli eventi, non crolla, insiste, guarda avanti. Una storia commovente, di dolore profondo, isolamento, rabbia ma anche di collaborazione, conoscenza e tenacia. Una storia d’amore straordinaria.



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