Beren e Lúthien

Beren, figlio del defunto Barahir, un valoroso capitano degli Uomini che invano hanno tentato di opporsi all’arcano potere del malvagio signore Morgoth, ha attraversato la Terra di Mezzo affrontando prove dolorose e difficili che lo hanno segnato nel corpo e nel profondo dell’anima. Rifugiatosi nel regno elfico di Doriath, trova finalmente un po’ di pace. Qui conosce Lúthien, unica figlia del re Thingol, e se ne innamora perdutamente. La principessa elfica è inizialmente divertita dalla corte appassionata che le fa quell’umano che l’ha ribattezzata Tinúviel, “l’usignolo”, mentre suo padre Thingol non ride affatto e per togliersi Beren di torno gli affibbia una missione impossibile: soltanto se porterà a Doriath uno dei tre gioielli silmaril incastonati nella corona di Morgoth, l’uomo potrà avere la mano della bellissima Lúthien. Beren accetta la sfida suicida e si incammina verso Angband, la città su cui regna Morgoth. Commossa dal coraggio dell’umano, Lúthien lo segue, per la disperazione del padre. Lungo il cammino si uniscono a Beren dieci valorosi guerrieri legati da un giuramento d’amicizia a suo padre Barahir…

Christopher Tolkien, indagando la genesi del Silmarillion a cavallo tra anni ’70 e ’80, ha raccolto una enorme mole di dati e documenti che son confluiti nella monumentale History of Middle-Earth, in gran parte inedita in Italia. Sin da allora gli ronzava in testa l’idea di dedicare un libro alla storia di Beren e Lúthien – che lo stesso John Ronald Reuel Tolkien in una sua lettera del 1951 definisce “la principale delle storie del Silmarillion” – ma il progetto non è mai andato in porto. Finalmente oggi, che il figlio del grande scrittore britannico ha ben novantatré anni, giunge a compimento: “È un bel salto indietro per me”, scrive il curatore nella sua prefazione, “poiché è il primo vero ricordo che ho di una storia che mi è stata raccontata passo passo (…). Mio padre me l’ha raccontata, (…) a voce, senza alcuno scritto, nei primi anni Trenta”. La vicenda viene resa autonoma dal corpus della History of Middle-Earth e al tempo stesso se ne mostra l’evoluzione, e ciò grazie al metodo impiegato per la stesura, l’estrazione di passaggi da lunghi manoscritti in prosa e versi scritti nell’arco di molti anni. Nel volume quindi troviamo una prima versione, dallo stile prettamente fiabesco e con alcune importanti differenze (per esempio Beren è un Nano, non un Uomo), datata 1917 e intitolata Il racconto di Tinúviel, una seconda versione in versi parte di un poema epico composto tra 1925 e 1931 e intitolato Il Lai di Leithian, e una terza versione in prosa tratta dal manoscritto Quenta Silmarillion della fine degli anni Trenta. Disseminate per il volume, alcune illustrazioni a colori di Alan Lee, come al solito chiassose e un po’ volgari: decisamente meglio gli schizzi in bianco e nero che aprono e chiudono i singoli capitoli. Per fan duri e puri.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER