Berlin - I fuochi di Tegel

Berlin - I fuochi di Tegel

Il virus ha sterminato chiunque avesse superato l’adolescenza. Sono rimasti solo i più giovani. È l’aprile del 1978 e nella Berlino spaccata in due dal Muro i superstiti devono lottare contro il freddo, la fame, la mancanza di corrente elettrica, di medici e farmaci. Si sono spartiti la città in zone. Nella Pfaueninsel le ragazze installate nel castello sull’Havel si prendono cura le une delle altre. L’aeroporto di Tegel è in mano a una congrega folle, che riempie il vuoto di regole con azioni selvagge preferendo bruciare in fretta piuttosto che spegnersi lentamente. Ci sono i ragazzi del Reichstag, anche loro inclini alla violenza, quelli dello Zoo, senza capo né guida ma legati da una convivenza più o meno efficace. E poi, i ragazzi di Gropiusstadt riuniti dal carisma di Sven che, ormai diciannovenne, conta i giorni che lo separano dalla fine. Ogni gruppo campa come può, per il poco tempo che ha davanti, perché l’epidemia cova nell’ombra e continua a decimare chi diventa grande. Finché una notte quelli di Tegel irrompono nel rifugio sull’Havel e rapiscono Theo, un “Nato dalla Morte”, uno dei bimbi partoriti da una donna contagiata durante la gravidanza. Per salvarlo le ragazze devono cercare alleanze ed entrare nel covo di quei nichilisti invasati. Augurandosi di uscirne vive...

Fabio Geda (autore del celebre Nel mare ci sono i coccodrilli) e Marco Magnone scrivono a quattro mani un romanzo distopico, il primo di sette volumi, scegliendo l’ambientazione europea in contrapposizione alle serie di matrice americana sul genere di Hunger Games o Divergent. E sottolineano fin dalla citazione in apertura, tratta da Il signore delle mosche, il legame di Berlin. I fuochi di Tegel con l’opera di William Golding e la sua domanda di fondo: cosa ne sarebbe di una società senza adulti? Come la pensasse Golding sull’umanità, minori compresi, è detto a chiare lettere nell’affermazione (nerissima) che l’uomo produce il male come un’ape produce il miele. I ragazzi di Berlin fanno sperare in meglio. Accanto ai bruti in erba che scivolano nell’imbarbarimento di una libertà senza freni ci sono quelli che credono nella solidarietà e nella collaborazione. I loro flashback dell’esistenza di prima si alternano agli scenari di una Berlino fantasma. Ricordi, soprattutto dei genitori, che li incoraggiano a farsi forza nel non semplice compito di reinventare il futuro. Berlin incrocia la carta stampata con il web sia su Facebook sia sul sito www.berlin-libro.it dove un finto ma verosimile quotidiano ricostruisce il prequel della pestilenza, che da brevi trafiletti arriva a occupare tutta la prima pagina quando la catastrofe è ormai diventata inarrestabile. È persino possibile avventurarsi nella metropoli postapocalittica, leggere i diari di alcuni dei protagonisti che affiancano gli eroi principali, Jakob e Christa, e contribuire a creare il mondo di Berlin. Un buon inizio per una saga che promette bene.



 

 

 

 
 
 
 

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