Bestie

Bestie
Sam fa il cuoco all’Hotel Capriolo, dopo essersi buttato alle spalle un passato torbido di rapinatore. La sua vita procede con regolarità, confinata tra il Four Roses ed i fornelli che maneggia abilmente. L’albergo, sulle valli bergamasche, è tutt’altro che frequentato. Ma non si può mai dire quando la routine possa essere spezzata, così, senza preavviso e facendo riaffiorare gli spettri del passato ed alterando il fragile equilibrio che si sta tentando di costruire. Tra un soffritto ed un controfiletto Sam viene avvertito dalla donna delle pulizie, Rosa, che c’è un problema con un cliente. Voleva essere svegliato presto, ma non risponde né alla porta né al telefono. La serratura arrugginita blocca il passepartout e a Sam non resta che ricorrere ai suoi vecchi metodi. Dentro, Maurizio Ferri, un ragazzo di 25 anni, di buona famiglia, impegnato nelle lotte animaliste, viene trovato morto, il volto devastato ed il corpo nudo. Sam sente già odore di guai ed infatti i suoi trascorsi da galeotto lo vogliono come primo indiziato, ma è presto chiaro che con l’omicidio non ha nulla a che fare. O forse sì? Bonetti è l’investigatore ingaggiato dalla famiglia Ferri per fare luce sull’omicidio, ma dopo aver girato le valli in lungo ed in largo pensa che no, da solo non potrà mai venirne a capo (“In un mese mi sono fatto tutti i paesini di montanari ritardati che ci sono da queste parti. A parte la merda di vacca, non ho trovato niente”) e decide di rivolgersi a chi del luogo se ne intende, perché ci vive, ha gli agganci giusti. Sam, appunto. Il patto che gli propone non è meno torbido della faccenda in cui lo sta ficcando...
Sandrone Dazieri costruisce il suo noir ambientale con lo stile tagliente che lo contraddistingue. I dialoghi tra i personaggi, il ritmo della scrittura, ricordano più la migliore letteratura di strada americana, che la spesso più macchinosa letteratura patria. Chiaro, perché il modo migliore per affrontare un argomento torbido è esattamente quello di sporcarsi mani e piedi e quindi niente di meglio che servirsi di personaggi “comuni”, banali ma non scontati. Max, con “i baffi da pesce gatto”, una sorta di assistente-ombra di Sam; il Nano, un sessantenne che dimostra il doppio della sua età, internato in manicomio per una vita intera ed alcolizzato all’ultimo stadio; Rosa, la donna delle pulizie, surreale personaggio provinciale che vive solo nelle prime pagine del noir, servizievole al punto da avere una vera e propria venerazione per i clienti; la Direttora, donna senza nome e praticamente senza volto, amante di Sam e proprietaria del Capriolo, combattuta tra slanci d’amore fulminanti per il suo ex galeotto e scoppi d’ira disarmanti.  Affreschi delle nuove miserie che in qualche modo riescono a mettere in luce come quella cosa che si chiama ecomafia non è un puntino su un orizzonte lontano e quindi che non ci riguarda, ma un fenomeno talmente vicino a noi, gente comune, da trovarcelo fin dentro casa. Dazieri, con una forte carica di humor nero, ci mette davanti ad uno dei traffici più rivoltati e munifici senza farci perdere il gusto dell’intreccio giallo e la suspense del noir.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER