Biscotti al malto Fiore per un mondo migliore

Biscotti al malto Fiore per un mondo migliore
Ha solo sei anni la piccola Leda, ed è alle prese con una famiglia decisamente stravagante: dal padre scultore alla madre assorta in un dolore mai rivelato, dai due fratelli maggiori Libero e Furio interessati solo a litigare tra loro, alla nonna amante della lirica, fino alla  tata Maria, unica presenza concreta in una famiglia in cui tutti sembrano avere altro per la testa. Ed è proprio grazie a Maria e alla sua abitudine – della quale i padroni di casa sono all’oscuro – di affittare la casa a produttori di spot televisivi, che Leda si convince di ricordare esattamente il momento della sua nascita, quando invece si tratta soltanto della réclame dei biscotti al malto Fiore, con medici, infermieri e due genitori che accolgono sorridenti la venuta di una nuova vita. Quegli stessi biscotti che solo Leda non porta a scuola per la merenda, emblema del divario che avverte rispetto alle altre bambine, tutte già a conoscenza di chi è Dio, delle storie dei cartoni animati (che lei non vede perché a casa sua non c’è la tv) e soprattutto già avvezze al contatto col mondo, quel mondo che per lei invece, fino a quel momento, finiva al confine del suo giardino. Alla fatica di quei primi rapporti, compresi quello con la Migliore Amica Noemi e con la Peggiore Amica Ludovica, si aggiunge la scoperta dell’origine del Brutto Momento, come erano soliti chiamarlo in casa,  il fatto a partire dal quale la madre si era chiusa in se stessa - ovvero la perdita di un’altra figlia. Leda cerca la strada per reagire a questa infanzia tanto complessa, che la mette di fronte alla vita dandole la consapevolezza di quanto poco era preparata, e lo fa attraverso l’infatuazione per un uomo conosciuto per caso al telefono, Mario. La sua figura attraversa tutta l’infanzia di Leda rappresentando per lei ben più che una valvola di sfogo, ma la speranza di un domani più semplice, più vero...
Divertente ma nel contempo serissimo, a tratti surreale, Biscotti al malto Fiore per un mondo migliore si presenta da subito al lettore come un romanzo di formazione in cui la solitudine della protagonista non trova consolazione, a partire dalla copertina, in cui campeggia la foto di una giovanissima eterea e trasognata. Un’ autentica favola dolceamara, con un titolo che è in tutto e per tutto uno slogan pubblicitario, un claim che rimane in testa senza troppa difficoltà. Il romanzo ha tutta la freschezza dell’esordio narrativo nello stile e tutto il candore che deriva dalla scelta di raccontare l’intera vicenda con gli occhi di Leda, disincantati, puri, a metà tra il desiderio di sapere da dove viene e dove andrà e la necessità urgente, a tratti straziante, di rimanere esattamente dov’è.

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