Bisesto

Venezia, 1 gennaio 2016. Musica cupa, nebbia finta, luci strobo che stordiscono. Flavio Tosetto si è già pentito di essere venuto in quel locale per festeggiare il Capodanno, ma c’è una ragazza che già da un po’ lo sta fissando con uno sguardo più che eloquente. Vestita di nero, ingolla vodka tonic senza risparmiarsi. All’improvviso se la ritrova davanti. “Tu sei il bassista del gruppo La Carcasse Dansant”, gli dice. E come faccia a saperlo è un altro mistero, perché il suo gruppo non esiste più da trent’anni. Come andrà a finire, con questa ragazza, già Fabio lo può immaginare. Quello che invece non sa, e che capirà solo quando la ragazza se ne andrà di casa sua, è che lei è la Morte in persona, con la quale ha appena concluso un patto scellerato. Rispondere a una domanda o morire. L’alba seguente, inizia per Flavio un viaggio oscuro e visionario alla ricerca dei suoi ex compagni di band, per quello che sarà il loro prossimo e definitivo concerto, e di una risposta prima che il suo tempo arrivi a scadenza. Scortato da spiriti guida animali, strane farfalle nere, zanzare, lucciole, ragni e altro ancora, Flavio cercherà le risposte nei cimiteri monumentali di Venezia, Roma, Milano, Genova e Firenze, dove lo attendono altri spiriti e statue parlanti. Personaggi famosi, uomini illuminati, geni nel loro campo come Herrera, Gassman, Manzoni, Toscanini, De André; ciascuno di essi avrà per Flavio un consiglio, seppure nebuloso. Intanto il tempo si assottiglia sempre più, il giorno del concerto si avvicina e la risposta non si trova, anche perché c’è sempre qualcuno che lo precede nei luoghi dove Flavio spera di trovare quel che sta cercando…

Ci sono molta musica e molti musicisti, in questo libro. Uno su tutti, David Bowie che proprio nel gennaio del 2016 è volato nel blu, lasciando tutti i suoi fan, compreso il protagonista di questo romanzo, nello sconforto più grande, ma con un tesoro di canzoni incancellabile. Di immaginazione Andrea Vismara, nato a Roma ma che vive tra Empoli e Venezia, ne ha da vendere e la riversa in dosi massicce tracciando per Flavio una mappa dark, tra statue parlanti, alcune impegnate a fare l’amore, spiriti malinconici e donne misteriose dai fulvi capelli. Un po’ Spoon River, un po’ black comedy, un po’ sceneggiatura per B-movies, il romanzo di Andrea Vismara ha un pregio: quello di ricordarci tanta buona musica, soprattutto quella del Duca Bianco che non fa mai male riascoltare e ingollare come i vodka tonic della bella e affascinante Morte che, alla fine, vedrete tornare per riscuotere il conto. Dunque, l’idea è un buon punto di partenza, le visite ai cimiteri monumentali sono ottimi pretesti, i QR Code posti all’inizio del romanzo, scannerizzabili per seguire Flavio nella ricerca, si rivelano un’idea simpatica, ma tutto ciò non è sorretto da uno stile accattivante. I dialoghi, che vorrebbero sdrammatizzare un’atmosfera pesante e gotica, sono eccessivamente leggeri, disturbanti a dirla tutta. Non è tanto il loro tono surreale a non convincere, ma è lo stile scelto a non rendere giustizia alle bocche scelte per pronunciarli. Il finale chiarificatore, l’ultimo Outro che fa da contraltare all’ Intro iniziale, risolleva un po’ le sorti del romanzo, ma non abbastanza per appagare un lettore deluso.



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