Blu corvino

Quando Vanja ha due anni, la madre decide di lasciare gli Stati Uniti e di ritornare nella sua Rio de Janeiro. Quando sua madre muore, Vanja ha dodici anni ed è sola al mondo. La sua unica “famiglia” è costituita dalla sorella adottiva della madre, e da Fernando, l’ex marito della madre, un uomo che lei non ha mai visto ma che secondo i documenti è suo padre.  Fernando vive negli Stati Uniti e Vanja decide di lasciare la sua terra per raggiungerlo, a Lakewood, Colorado. Quel sobborgo di Denver, così diverso dalla spiaggia di Copacabana dove “i molluschi facevano tacere il mondo nelle loro conchiglie blu corvino”,  è per Vanja un posto di passaggio, in attesa di trovare il suo vero padre, un americano di cui non sa nemmeno il nome. A volte però mentre si cerca qualcosa, se ne trovano altre, inaspettate: grazie a Fernando, un ex guerrigliero, uomo solitario e di poche parole che l’accoglie come se fosse veramente sua figlia, Vanja si avvicina non solo alla storia di sua madre, ma anche alle storie di tutti i brasiliani che come Fernando sono stati segnati irrevocabilmente dalla dittatura...
Blu corvino è un romanzo di formazione e molto di più. Sì, Vanja è in quell’età critica in cui si passa - non senza traumi - dall’infanzia all’adolescenza e si comincia a vedere il mondo per quello che è, con le sue imperfezioni e inesattezze. Sta cercando risposte a domande che non sa ancora bene come formulare (“Avevo milleduecento pagine di domande su mia madre, su lui e mia madre, su mio padre e mia madre, sul Nuovo Messico, sugli episodi più divertenti accaduti prima che io nascessi”) e in questa ricerca si trova a fare i conti con un Paese nuovo, totalmente diverso dal suo. “Avere tredici anni è come trovarsi in mezzo al nulla. Sensazione accentuata dal fatto che io mi trovavo in mezzo al nulla. In una casa che non era la mia, in una città che non era la mia, in un Paese che non era il mio, con una famiglia di un uomo solo che non era, nonostante le connessioni e le intenzioni (tutte molte buone), la mia.” La formazione di Vanja nonostante tutto però non è al centro del romanzo, che è fatto anche e soprattutto di persone che si spostano, di viaggi, di migrazioni - volontarie e non - che creano o risolvono problemi, formano e distruggono famiglie. La famiglia sudamericana emigrata negli Stati Uniti che ne emerge è inevitabilmente disgregata (c’è chi rimane nel Paese d’origine, chi è costretto a fuggire, chi è negli USA senza “papeles”, quindi in bilico tra rimpatrio e una vita nuova da costruire) e ne viene creata una nuova, formata da persone che non hanno legami di sangue tra loro ma che possono solamente contare su se stessi in un mondo che ha perso le coordinate originali. Adriana Lisboa, brasiliana e come Vanja ora residente negli Stati Uniti, ci regala una storia bellissima e poetica (non a caso il titolo - Blu corvino – è una citazione da una poesia di Marianne Moore) che non dimenticheremo.

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