Brave persone

Brave persone
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1938, Berlino. Thomas Heiselberg è un giovane ambizioso. Appena l'azienda Usa “Milton Ricerche di Mercato” - che lui ammira sin dai tempi dell'università, quando febbrilmente ha imparato l'inglese per costruirsi nuove opportunità professionali – ha aperto una succursale in Germania, lui ne è diventato un esponente di spicco, alla guida di un dipartimento, costituito in verità da lui solo, dedicato allo studio della Psicologia tedesca dell'acquisto. Tra un incontro e l'altro con i maggiori industriali tedeschi, Thomas si rende conto che il regime nazista sta costruendo un muro tra la Germania e il resto del mondo: durante la Notte dei Cristalli l'anziana governante ebrea con cui è cresciuto viene brutalmente assassinata, e la Milton inizia a considerare l'ipotesi di chiudere la filiale berlinese...
Leningrado, 1938. Aleksandra Andreevna Weisberg detta Saša è la brillante rampolla di una famiglia ebraica: ogni sera a casa sua si riuniscono intellettuali e artisti che passano il tempo a domandarsi quando l'NKVD - Narodnyj Komissariat Vnutrennich Del (Commissariato del popolo per gli affari interni), la polizia segreta stalinista – li verrà a prelevare per farli 'sparire' come è accaduto a tanti amici e parenti.  Saša è combattuta tra la paura per il destino dei suoi genitori e di suo fratello e la “simpatia per il diavolo” che prova per Maksim Adamovič Podol'skij, ex compagno di giochi piccanti e giovane dirigente dell' NKVD...
Di romanzi sulla banalità del male – per riprendere la celebre e illuminante definizione di Hannah Arendt – iniziano ad essercene tanti, alcuni veri e propri capolavori. Questo Brave persone dell'israeliano Nir Baram però ha una peculiarità che lo rende unico, almeno fino ad oggi: i protagonisti Thomas e Saša, che fanno carriera introducendosi nei gangli stessi rispettivamente del regime nazista e di quello stalinista, non vengono dipinti come fanatici o disadattati, oppure grigi burocrati dell'orrore. Nelle loro vicende non c'è nessun aspetto caricaturale, si tratta di giovani e brillanti “imprenditori di loro stessi”, di grintosi creativi del tutto simili quelli che oggi siamo abituati ad applaudire sul Web. Il mondo in cui lottano per diventare qualcuno è quello da incubo creato da Hitler e Stalin: Thomas e Saša ne prendono semplicemente atto e cercano di adattare i loro talenti alla situazione socioeconomica, con conseguenze perversamente affascinanti. Il romanzo è assolutamente insolito anche dal punto di vista stilistico: nonostante la giovane età, Baram pare del tutto allergico a qualsiasi contaminazione pop o postmoderna. I suoi riferimenti sono i grandi romanzieri europei dei primi del '900, non necessariamente di ambito ebraico: Musil, Mann, Roth (Joseph, non Philip). La sua prosa è quindi priva di ammiccamenti, rigorosa; la trama è tradizionale nell'impianto ma complessa, senza nessuna concessione ai lettori, che a tratti potrebbero trovare qualche difficoltà a seguire il filo degli eventi, ma che comunque in nessun momento verranno abbandonati dalla consapevolezza che Brave persone è un grande romanzo.

Leggi l'intervista a Nir Baram

 

 

 
 
 
 
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