Bravo, burro!

È quasi l'ora del tramonto e Manuel, un bambino di dodici anni, fischietta spensierato. Sta tornando a casa con la cena in mano - un pollo pigolante e un sacco di farina - quando ad un tratto un rumore nella boscaglia lo incuriosisce. Tende le orecchie per ascoltarlo di nuovo e sente dei rami spezzati seguiti da un ruggito. Manuel ha paura, ma la curiosità è più forte, così invece di proseguire per la sua strada si avvicina alla scena. Imprigionato in un anfratto angusto, un asinello che sta affrontando un puma inferocito. È un “burro” malconcio e affannato, ma sta fronteggiando quella bestia con occhi fiammanti ed orgogliosi ed il cuore di Manuel si schiera subito dalla sua parte. Il puma gli salta addosso e lo ferisce. Ma il burro, scalciando caparbiamente, riesce a liberarsi e ad allontanarlo. Però potrebbe tornare da un momento all'altro, così Manuel accorre ad aiutarlo a rialzarsi e lo porta via con sé…
Opera di John Fante meno conosciuta e considerata da molti (anche dall’estensore della quarta di copertina) “solo” un libro per ragazzi, Bravo, burro! è uno di quei piccoli capolavori senza età che andrebbero fatti leggere a scuola per far innamorare gli studenti della lettura. In questo gioiellino firmato a quattro mani con Rudolph Borchert – sceneggiatore di successo di telefilm degli anni Ottanta (“Chips”, “Supermaxieroe” e “T.J. Hooker”) – l’autore di Chiedi alla polvere e La confraternita dell’uva utilizza la sua vitalità per una fiaba messicana allo stesso tempo divertente e commovente. Lo stile, probabilmente influenzato dall’intervento di Borchert, non ricalca quello delle sue opere più famose, e all’inizio della lettura qualcuno potrebbe non riconoscere la mano ‘fantiana’. Ma man mano che compaiono i personaggi principali le analogie con i protagonisti dei suoi romanzi più famosi appaiono luminose come il paesaggio messicano che fa da sfondo alla vicenda. Il rapporto padre-figlio, la dipendenza dall’alcol, la redenzione: le complesse dinamiche che hanno fatto innamorare milioni di lettori di Arturo Bandini e della famiglia Molise ci sono tutte, concentrate in una storia coinvolgente il cui epilogo, come nelle migliori fiabe, regala al lettore una morale salvifica. Il fatto che sia considerato “il libro meno conosciuto” di John Fante rischia di rendere quest'opera appetibile solo per lo zoccolo duro degli aficionados dell'autore americano. Ma sarebbe un peccato, perché Bravo, burro! è un racconto perfetto per fare innamorare di lui i lettori che non hanno ancora avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo.

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