Breaking news

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2008. Afganistan, province orientali. Su un Toyota Land Cruiser Tom Hagen percorre strade di montagna accidentate con il capo coperto da un cappuccio affinché non possa identificare e ricordare la strada per raggiungere il rifugio dove tre occidentali sono tenuti prigionieri. Da quando il fixer – il suo collaboratore pakistano - gli ha confidato di sapere dove sono nascosti i due cooperanti per i Paesi in via di sviluppo ed il loro autista indigeno, Tom non pensa ad altro, notte e giorno. Negoziare la liberazione degli ostaggi ed essere testimone dell'operazione potrebbe significare per lui il coronamento di un sogno, lo scoop che tutti ricorderanno per decenni. E' da bambino che desidera un'occasione come questa: “raccontare storie magnifiche; raccontare la verità”. E così, quando si trova finalmente davanti ad Amanullah ed al gruppo di talebani da lui capeggiato, contratta lungamente la liberazione dei tre ostaggi che – presenti alla scena – lo guardano con occhi imploranti. Tutto andrà per il meglio, Inshallah. Ma Tom non immagina neanche che l'impresa finirà in un “cilindro di fuoco, pietre e polvere” che sibilando sommergerà tutti, ostaggi compresi...
Riduttivo etichettare Breaking news come un romanzo thriller. Nelle oltre mille pagine dell'ultimo libro di Schätzing c'è molto di più: politica, religione, guerra, storia. L'idea è nata durante una semplice chiacchierata con degli amici sulla situazione attuale in Medioriente. È da lì che è scoccata la scintilla creativa: dal domandarsi come sarebbe andata a finire la storia se Sharon non fosse morto, se si fosse data una possibilità in più all'uomo che – da sempre sostenitore della linea dura - nel 2004 decise di abbandonare improvvisamente la Striscia di Gaza. E chissà che cosa sarebbe accaduto se si fosse ritirato anche dalla Cisgiordania. Figura controversa e contraddittoria, Sharon (non dimentichiamoci che fu anche il responsabile dei massacri di Qibya, Sabra e Shatila in Libano): Schätzing ne ha fatto un personaggio sospeso in un equilibrio quasi perfetto tra la veridicità degli avvenimenti biografici e la finzione narrativa. E ancora una volta, nonostante la mole di personaggi e nonostante non sia sempre agevole seguire il filo della narrazione, l’autore tedesco ipnotizza il lettore fino all'ultima pagina. Perché nella sua storia c'è un po' di tutti noi, del nostro passato e – forse – anche del nostro futuro.

 

 

 
 
 
 
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