Breve storia di Roma

Quasi 300 anni dopo la fondazione della loro città, i Romani non si preoccupavano solo di consolidare il loro dominio in Italia centrale, ma anche di legittimarlo dimostrando che le loro radici affondavano nel mito. Giunse a fagiolo la leggenda greca – riportata da Ellanico – secondo la quale il comandante troiano Enea, reduce dalla distruzione della sua città ad opera dell’esercito acheo guidato da Achille e Ulisse, intorno al 1150 a.C. sarebbe approdato sulle coste laziali e avrebbe fondato una dinastia che avrebbe in seguito “dominato la Troia risorta”, Roma, destinata a vendicarsi della Grecia conquistandola. Una versione che persino lo storico Tito Livio definisce “adorna di poetiche favole piuttosto che di sicura documentazione”, ma che i Romani adoravano e adorano ancora oggi. Leggende a parte, come e dove nasce l’avventura vera e concreta di questo popolo di guerrieri rozzi e cocciuti ma dalla grande forza morale? Torniamo all’ottavo secolo avanti Cristo, a quei piccoli agglomerati di capanne di legno sparsi sulle colline attorno al Tevere. Scopriamo chi erano i campagnoli che abitavano quelle povere capanne, come parlavano, come pensavano. Benvenuti a Roma…
Dal 750 a.C. circa al 430 d.C.: i quasi 1200 anni in cui Roma ha forgiato e dominato l’Occidente. Dodici secoli che qui vengono raccontati con un approccio “indirizzato in maniera sfacciata al lettore comune”. Facilissimo, veloce e divertente il saggio del britannico Peter Jones, professore di Lettere classiche alle Università di Cambridge e Newcastle e curatore di una fortunata edizione inglese dell’Eneide. I suoi Romani sembrano usciti da un film di Ken Loach: hanno problemi concreti identici ai nostri, uguali aspirazioni e le medesime debolezze. Si arrangiano, brigano, lottano, sognano, muoiono sotto i nostri occhi mentre il filo della Storia si dipana. Ogni capitolo tematico è aperto da una breve cronologia, seguita da un riassunto e poi dal testo vero e proprio del capitolo: una struttura comoda perché si presta a diverse modalità di lettura ma che causa qualche fastidiosa ripetizione. È però l’unico difetto di un libro utile e spassoso, perfetto per mandare a memoria aneddoti da sfoggiare a cena.

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