Brianza vigila, Bolivia spera

Brianza vigila, Bolivia spera
L’agenzia investigativa “Vigila” di Norma (madre) ed Eusebio (figlio) Brianza si occupa di “affari di cuore, controspionaggio, delitti, le peggiori porcherie” e ha un nuovo caso da risolvere: “Organo enfiato”, magnaccia della zona di Pisco al Lambro (sulla Lecco-Milano), vi si rivolge quando tre delle sue protette vengono misteriosamente uccise. Eusebio decide di accettare il caso anche in virtù dell’amore a pagamento che lo lega a una delle prostitute di Organo, la sbilenca sedicenne Camilla “la georgiana”...
Comincia così questo tragicomico giallo del tarantino Cosimo Argentina, che con Brianza vigila, Bolivia spera firma il suo quinto libro per la giovane “officina letteraria” No reply. Sulle sue pagine scorre una processione narrativa di personaggi parodistici che però non stonano nel contesto in cui sono inseriti: il “profondo Nord” brianzolo, con il suo razzismo gridato, la sua inciviltà, la corruzione esasperata. Una narrazione sguaiata, fatta di parole dalle vocali urlate e allungate, in certi punti francamente esilarante soprattutto quando sulla scena irrompe Eusebio, personaggio a cui è dedicato maggior spazio, un 40enne sovrappeso, che tiene a bada la sua pressione masturbandosi quotidianamente e a orari precisi, vittima di un complesso di Edipo fortissimo, che veste in maniera pre-adolescenziale e che nonostante il suo disadattamento sociale, o forse proprio grazie a questo, si fa portatore di uno sguardo “incontaminato”, privo di sovrastrutture, e quindi ironico e beffardo per contrasto con la ipocrisia produttiva e squallida della realtà brianzola.

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