Brigate Rosse - Una storia italiana

Brigate Rosse - Una storia italiana
Estate 1993. Uno dei leader storici delle Brigate Rosse, Mario Moretti, concede una lunga intervista nel carcere di Opera alle giornaliste Rossana Rossanda e Carla Mosca nella quale ripercorre la storia del gruppo e più in generale della lotta armata in Italia. La maturazione nelle organizzazioni sindacali e nelle fabbriche della scelta eversiva a cavallo tra i '60 e i '70, i contatti con il movimento studentesco, le prime azioni targate BR, il passaggio alla clandestinità, la prima reazione delle Forze dell'ordine con le retate che spazzano via gran parte del gruppo dei fondatori, la divisione in colonne, il tragico fato di Margherita Cagol, il livello dello scontro che si alza, la lunga epopea del rapimento Moro (nei 55 giorni del sequestro è proprio Moretti - incappucciato - a dialogare con lo statista democristiano chiuso nello sgabuzzino di via Montalcini 8) con tutti i suoi risvolti misteriosi o presunti tali, la stagione dell'apogeo BR che è anche quella del declino, le divisioni interne, la Colonna Romana, l'esperienza della dissociazione dalla lotta armata, la vita tra prigione e aule di tribunale...
Più che per ripercorrere la storia delle Brigate Rosse però, questo libro-intervista dall'iter editoriale problematico (le registrazioni dei colloqui con Moretti - nonostante le proteste dell'Ordine dei Giornalisti - furono sequestrate per alcuni mesi e acquisite in seguito con una decisione giuridicamente assai discutibile agli atti del processo Moro quater) è prezioso perché utilizza tale sanguinosa vicenda come pretesto per battere e ribattere su un grande tema di dibattito: la lotta armata ha un senso politico per chi - in quanto militante di sinistra - non ha il tabù della rivoluzione, si sente vittima di un regime economico e politico che sfrutta e colpisce dolosamente il proletariato e desidera ardentemente un cambiamento drastico dello status quo? La scelta delle BR è ingiustificata di per sé in quanto violenta e/o al di fuori dell'alveo democratico? Oppure è scriteriata 'tatticamente' perché invece di sollevare le masse come auspicherebbe permette al fronte reazionario di compattarsi? O invece di scriteriato c'è solo l'arrendevolezza con la quale la sinistra 'istituzionale' italiana ha accettato di venire a patti con le forze del capitalismo rinunciando alla prospettiva rivoluzionaria? E come influiscono le grandi potenze internazionali (dalla Guerra Fredda ai nuovi scenari) su queste scelte, su questi scenari? E' su questi tragici dilemmi che si articola soprattutto la discussione tra le intervistatrici (un'appassionata Rossanda in primis) e un disincantato Moretti, raggiungendo vette appassionanti anche grazie al linguaggio assolutamente comprensibile e al ritmo serrato connaturato alla forma-intervista. Il che fa di Brigate Rosse - Una storia italiana un ottimo modo per approfondire il perché e il per come, ma un modo discutibile per avere una visione d'insieme, eminentemente storica, dell'ascesa e della caduta del gruppo terroristico più celebre della storia repubblicana.

 

 

 

 
 
 
 
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