Brivido caldo

Brivido caldo
Ci sono donne tornate “sul mercato della carne dei single” a cinquant’anni e più, accese dalla passione per un ragazzo più giovane, in una liaison con scadenza annunciata ma bella da assaporare attimo per attimo; vecchiette lesbiche innamorate e ancora piene di tenera passione; zitelle intraprendenti che pianificano il loro futuro con manageriale determinazione; distinte signore che un marito ce l’hanno, ma sono andate in tilt allo scoccare degli “anta” e sfogano la loro angoscia con fantasie spinte su un uomo che quasi non conoscono; neo-spose che finiscono nelle braccia di un semisconosciuto per la mancanza di sensualità di mariti troppo freddi e distratti; fanciulle che si abbandonano fino alle estreme conseguenze al ricordo dell’amante morto; single che si lasciano andare alla passione con calienti sconosciuti, mentre fuori il mondo sembra arroventato dall’estate; mogliettine felicemente attratte dal proprio compagno, che amano come se assaporassero cibi succulenti; ragazze orientali che si preparano alle nozze imminenti con una lunga, sensuale cerimonia di bellezza; sconosciute che si amano a distanza di sicurezza, attraverso la cornetta del telefono. Ci sono posti speciali per incontrarsi e amarsi, come qualche isola baciata dal sole, tuffata in un mare cristallino e primordiale, in cui si può tornare alla vita grazie all’accensione involontaria dei sensi, dopo che la morte della persona amata sembrava averne spento il guizzo; posti in cui è facile dimenticare se stessi – o magari ritrovarsi –, e in cui l’inverno del cuore (e del nome) può sciogliersi grazie all’abbraccio di un ragazzo bello come una creatura di Fidia, evocatore e al contempo antidoto di un passato ancora dolente. Posti che magici lo sono davvero – come l’isola di Tyne, dove ai mariti spetta un grappolo di amorevoli consorti; come il regno di Claraminda Griselda, figlia del mugnaio diventata regina grazie all’intervento miracoloso di uno gnomo conquistato alla propria causa grazie a una specialissima… moneta di scambio – e posti squallidi e angoscianti, ravvivati per un attimo dalla scintilla della passione – quella di un cameriere pieno di piercing e un’attrice di peep show in un bar tutto formica e bomboloni dall’aspetto sintetico; quella di una giornalista per un galeotto senza speranza, tra le sbarre di una prigione. Ma ovunque lo si faccia e chiunque sia coinvolto, il bello del sesso è che non ha regole. Come la mettiamo, ad esempio, con la particolarissima zona erogena di Marian? E che dire della fissazione di Russel per quel certo tipo di scarpe?
Cosa ne penserebbe un uomo di questi diciotto racconti erotici scritti da donne? Ce lo chiedevamo mentre questa antologia, storia dopo storia, ci rafforzava nella convinzione che la letteratura erotica non può che essere breve e preferibilmente femminile. Breve, perché la compattezza della forma convoglia la tensione erotica in un unico, efficace, movimento ascendente (quel che si definisce “climax” e che, guarda caso, può anche voler dire “orgasmo”), senza che si polverizzi e si disperda nella meccanica ripetitività dell’amplesso coatto, fatale nei romanzi. Femminile, perché è innegabile che in questo campo le donne mobilitino ben più che il bassoventre, e che siano capaci, quindi, di un approccio più complesso e sfaccettato, stratificato – mescolando in parti variabili chimica ormonale, palpiti affettivi, persino uno zinzino di cerebralità. Ma un uomo condividerebbe questa opinione? Troverebbe altrettanto erotici non solo certi particolari espliciti, certe scopate senza cerniera, ma anche i toni più sfumati e reticenti di quelle storie che non esplodono come fuochi d’artificio, ma covano sotto la cenere braci roventi? Mettendo da parte questo amletico dubbio, limitiamoci a considerare ciò che è indubitabile: Brivido caldo è un’antologia più che riuscita, composta in base a un accorto “montaggio delle attrazioni” che accosta l’uno all’altro racconti affini eppure diversissimi, tanto da scongiurare qualsiasi sensazione di ripetitività, di noia. È con curiosità e piacere che si scivola dall’una all’altra storia, assaporandone i sapori diversi – ce ne sono di ironiche e di malinconiche, di ruvide e di sognanti, di tragiche e di fantastiche – e seguendo le peripezie delle protagoniste, una galleria variopinta di giovani e vecchie, eterosessuali e non, fedifraghe e single, più o meno tutte alla ricerca non solo di piacere fisico, ma anche della felicità che dà il non esser più sole e incomplete, anche se solo per il tempo folgorante di una notte. Insomma, donne e sesso, a far l’amore in tutti i modi in tutti i luoghi in tutti i laghi… conturbante.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER