Bruce Springsteen ‒ Tutte le canzoni

È il 5 gennaio 1973 quando viene pubblicato il primo disco di Bruce Springsteen, Greetings From Asbury Park, registrato tra giugno e ottobre del 1972 ai “914 Studios” di New York, studi discografici scelti per questioni economiche. Il disco non è un trionfo, vende undicimila copie e il brano di apertura Blinded by the light, uscito come singolo, viene lanciato con riferimento diretto a Bob Dylan: sebbene il pezzo venga apprezzato, il paragone non gioca a favore di Springsteen (che non confermerà mai tale somiglianza). Così nel ’73 Bruce torna in sala di registrazione deciso ad abbandonare la reputazione di “nuovo Dylan” per lanciarsi come leader di un gruppo rock: ma non è ancora il re delle grandi arene, si sente intimorito dalle dimensioni dei grandi palchi. Le recensioni favorevoli della critica non sono molte e a dargli una mano arrivano alcune radio universitarie insieme a dj appassionati come Ed Sciaky, fan che si è guadagnato un posto d’onore, tanto da diventare amico personale di Springsteen. Dopo due album commercialmente poco apprezzati, nel 1975 il rocker investe tutte le proprie energie in un singolo, Born to run, nel quale affronta temi tipici della cultura popolare americana e riporta il rock’n’roll al centro della scena: una canzone che lo porterà nell’olimpo delle star consacrandolo al successo. Ma come per tutti gli outsider la popolarità è un arma a doppio taglio, si finisce per credere di non avere più il controllo della propria vita…

Paolo Giovanazzi costruisce una completa e minuziosa bibliografia musicale di Bruce Springsteen, ripercorrendo in maniera didascalica tutte le canzoni del Boss del New Jersey, dall’esordio negli anni Settanta di Greetings From Asbury Park ai giorni nostri. Ma non lasciatevi ingannare dal titolo: all’interno infatti non troverete il testo delle canzoni, bensì tutto ciò che si può ufficialmente sapere su ogni pezzo di ciascun disco inciso dal cantautore americano. Un vero e proprio reportage che documenta il concepimento, lo sviluppo e la consacrazione o meno di ogni singolo musicale, svelandone i retroscena, le curiosità, gli eventi positivi e negativi legati ad ogni performance, i personaggi che ne hanno fatto parte. Il merito di Giovanazzi risiede soprattutto nella ricerca scrupolosa delle fonti all’interno del grande mare di pubblicazioni dedicate a Springsteen, tra cui, oltre alla biografia ufficiale di Peter Ames Carlin, spiccano i nomi di due autorevoli italiani, Ermanno Labianca e Leonardo Colombati. E così il libro ci regala la genesi di un artista raccontata attraverso la sua opera artistica. Ma non solo. Ci racconta un pezzo di storia e di cultura americana: quella terra promessa da conquistare simbolo dell’american dream, la celebrazione mitica della vita, la provincia, la working class del lavoro duro e malpagato, l’amicizia come salvezza, la famiglia come archetipo dell’esistenza, e non ultimo, il tormentato rapporto con il padre che Springsteen ha raccontato spesso non solo nelle sue canzoni, ma anche durante i suoi concerti dal vivo… perché “un uomo che volta le spalle alla sua famiglia non è amico mio” (Highway Patrolman – Nebraska). Un libro-dizionario da conservare insieme agli album e consultare al bisogno.



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