Bufera

Simon ha sedici anni e, come tutti a quell’età, le idee chiare, “almeno riguardo alle cose importanti. Come Dio. E le ragazze”. In entrambi i casi la sua conclusione è che la cosa migliore sia tenersene alla larga. “Nemmeno il Natale mi incantava più”: in fondo, è soltanto una festa pagana trasformata in una festa commerciale. Non lo sa Simon che invece proprio il Natale sta per giocargli “un brutto tiro, grazie a una ragazza e a una bufera di neve”. Il colmo è che la ragazza sia Angela Hobson, la figlia del famigerato Nuovo Parroco, l’entusiasta prete anglicano che organizza mille cose. Si erano conosciuti l’anno precedente in estate e Simon aveva trovato divertente passare del tempo con quella ragazza tutta casa, chiesa e opere buone che non ridacchiava stupidamente con le sue coetanee e lo guardava con riprovazione quando lui di proposito faceva i suoi commenti disincantati e persino un po’ cinici su tutto e soprattutto sulla religione. “Potevo parlarle senza il rischio che mi rimbeccasse o mi prendesse in giro. Peccato che fosse buona in modo nauseante”. Ma quando si rivedono, quel Natale, lei è cambiata, si trucca, ha i tacchi, le si intravedono sotto il cappotto forme che prima non aveva e la sua bocca ha una curva diversa e bella. Forse è soltanto cambiato il modo di Simon di guardarla? Incontrarsi e cominciare a frequentarsi è quasi immediato, ma quando il ragazzo scopre che Angela parla di loro due al suo confessore va su tutte le furie e si lasciano. Fino a che, la notte di Natale, a causa di una tempesta inaspettata e terribile… L’estate del 1976 è talmente calda da essere quasi un tormento. Margaret al mattino non vede l’ora di uscire di casa dopo la notte quasi insonne e andare via dall’atmosfera pesante che si crea quando i suoi genitori cominciano a discutere all’infinito, ovvero sempre. La ragazza prende la sua borsa di libri, qualcosa da sbocconcellare come merenda e via fino all’alta brughiera. Si avvicinano gli esami e lei ha le idee ben chiare, “Prendere il diploma era la mia unica possibilità di andarmene”. La meta delle sue passeggiate è sempre la stessa, lontana dall’ultima casa abitata, Chapel Farm, la cappella di una vecchia costruzione in pietra senza tetto con le mura intatte come le grandi finestre dagli intrecci gotici, probabilmente distrutta da un incendio. Lì vicino c’è anche un laghetto dove ogni tanto Margaret si rinfresca dopo essersi spogliata, sempre attenta che non arrivi nessuno. Ma lì non arriva mai nessuno. O quasi. Un giorno, lungo la riva, la ragazza vede avvicinarsi di buon passo un giovane impettito con i baffi. Oddio! A lei non piacciono gli uomini con i baffi, “di solito sono idioti presuntuosi ed egocentrici”. Proprio come suo padre. Lui la raggiunge e Margaret lo riconosce, è Ralph, un tipo piuttosto famoso al liceo, brillante e capace di mettere alle strette i professori con sue domande. Lui ha con sé un sacco di cose da mangiare e Margaret scopre di aver fame. Ma lei è lì per studiare, non per perdere tempo. Ralph allora decide di restare per provare anche lui a studiare, visto che a casa non riesce proprio a concentrarsi. E così i loro incontri a Chapel Farm diventano quotidiani, fino al fatidico giorno degli esami…

Due storie d’amore raccontate da due punti di vista differenti, uno maschile e uno femminile, che in comune hanno l’impetuosa intensità, la forza dirompente di quando ci si innamora per la prima volta. Robert Westall (1929 – 1993) è uno degli autori inglesi per ragazzi più tradotti in tutto il mondo (assai amato in Giappone, ad esempio), insegnante, critico, giornalista, vincitore per due volte della prestigiosa Carnegie Medal, al suo attivo ha oltre quaranta libri spesso ispirati ad esperienze personali da cui sono state tratte alcune serie televisive, capace di spaziare anche nel fantastico nell’horror in romanzi destinati ad un pubblico più adulto. Il suo stile fresco, il sottile humor inglese, la scrittura lieve, piacevole e scorrevole, la capacità di raccontare le emozioni dei più giovani hanno fatto sì che Westall diventasse un classico Young Adult; in Italia Bufera è stato pubblicato per la prima volta alla fine degli anni ’90. Spesso le sue storie sono caratterizzate da situazioni apparentemente inconciliabili, almeno da principio; in Bufera i due protagonisti sono appunto l’uno disincantato e dissacrante, l’altra religiosa e pacata. Il Natale e il primo amore, però, hanno qualcosa in comune: la magia. Ed è così che le differenze inconciliabili sono destinate a svanire, complice una terrificante tempesta che porta a guardarsi con occhi nuovi, al di là delle differenze, trascinati dai sentimenti che soltanto a sedici anni possono sconfiggere e superare ogni ostacolo. Ed è proprio in questa ingenua e meravigliosa certezza il segreto capace di far breccia nei cuori dei giovani lettori cui sono destinate queste storie. Stagione diversa nel secondo racconto di questo libro, Chapel Farm , un’estate torrida nel cuore della brughiera inglese, ma medesima stagione del cuore per due diplomandi che conoscono gli ostacolo al loro sentimento subito dopo la fine del liceo, originati da caratteri diversi, ma anche da situazioni sociali differenti. Eppure, anche in questo racconto la fine è aperta e quella che sembra una storia finita promette sviluppi futuri più maturi e consapevoli, dopo aver attraversato necessari momenti critici di crescita. Chissà se i nostri adolescenti possono ancora sentirsi coinvolti da queste storie piacevoli ed edificanti ma anche un poco ingenue come favole, perfette – ad esempio- per una lettura natalizia. Forse, nonostante i cambiamenti innegabili che riguardano questa delicata fascia d’età - gli adolescenti di oggi sono inevitabilmente diversi da quelli anche di solo vent’anni fa -, l’incanto del primo amore resta una costante trasversale, ed è per questo che Bufera sarebbe un bel regalo per i giovanissimi che si affacciano al mondo degli adulti, storie in cui i sentimenti si battono con la realtà e, ancora, hanno la forza per avere la meglio.



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