Bugie pericolose

Bugie pericolose
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Estella Goodwinn ha diciassette anni, un fidanzato e una mamma tossicodipendente: il padre è piuttosto assente dopo il divorzio. Vive a Philadelphia piuttosto bene nonostante tutto, il denaro non manca e lei aspetta la maggiore età per andare a vivere con Reed. Una notte maledetta cambia tutto: tornando a casa Estella trova la mamma strafatta, il suo spacciatore morto in salotto e il suo ragazzo addormentato al piano di sopra. Il capo del cartello che rifornisce di droga la mamma ‒ con cui la donna incidentalmente ha una relazione ‒ è un pezzo grosso su cui l’FBI sta cercando di mettere le mani da tempo, testimoniare è pericoloso potrebbe mettere Estella in serio pericolo di vita. Ma la ragazza accetta di testimoniare contro Danny Balando, anche se questo comporta l’allontanamento da Reed, abbandonare Philadelphia e diventare un’altra persona. Dopo il drammatico arrivederci che ha il sapore di un addio, che i federali le hanno concesso con Reed, la sua vita diventa quella di Stella Gordon, affidata a Carmina, una ex poliziotta di Thunder Basin, Nebraska. Niente più shopping, piscina e party. Carmina non le piace, la casa le fa schifo e vuole solo far passare velocemente i pochi mesi che mancano alla maggiore età per poi potersi gestire da sola. La prima cosa che fa è cercarsi un lavoretto, vuole almeno comprarsi un cellulare, anche se in realtà di numeri da chiamare non ne ha più. E poi piano piano la sua nuova vita si incanala nella nuova routine ‒ nonostante i guai che sembrano amarla come gli orsi amano il miele ‒ e Chet Falconer, il vicino di casa suo coetaneo, diventa sempre più presente…

A parte l’omicidio da cui tutto prende il via, il romanzo si snoda quasi completamente nel racconto piuttosto confuso e ripetitivo dei giorni di Stella, delle recriminazioni, dei contrasti ‒ più immaginati che reali ‒ con la poliziotta affidataria, delle ribellioni ad ogni regola che sia imposta dai federali o da Carmina, del suo rapporto con Chet che nonostante Stella ricordi continuamente a se stessa e a noi che presto tornerà da Reed, cresce di giorno in giorno. Un autoritratto pieno di tutte le contraddizioni di un’adolescente che inevitabilmente sente più forte l’attrazione per il giovanotto e la paura per un futuro, che è un’incognita sotto tutti i punti di vista, della realtà dei fatti. Dovrà testimoniare in un processo ad un boss della droga, sta mentendo a tutti su chi sia e perché sia lì. Non so se per un problema di traduzione o per una precisa scelta dell’autrice, il linguaggio usato contrasta con il personaggio, le situazioni in cui si trova spesso (forse troppo spesso) sono oggettivamente drammatiche ma la scrittura le appiattisce facendole sembrare surreali, conseguenze dei capricci di una bambina. La trama invero riserva un bel colpo di scena, che risulta però perdersi nel complesso della storia. Insomma una bella storia che avrebbe potuto dare molto di più.



 

 

 

 
 
 
 

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