Buongiorno compagni!

Buongiorno compagni!
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Angola anni ’90. Mentre la guerra civile, che da tempo insanguina il paese, è in via di conclusione si sta costruendo con entusiasmo una società comunista. Tutti sono chiamati “compagni”, nelle scuole insegnano professori cubani, l’America è il nemico, il Che l’eroe. Partecipe di questo clima di euforia per il nuovo che avanza è il giovane protagonista, figlio di un funzionario del Ministero. Con entusiasmo ed ingenuità ogni giorno  impara a conoscere la verità del mondo che lo circonda. Ma non tutte le cose gli riescono facili da comprendere. Come può il compagno António, l’uomo delle pulizie di casa, ora che c’è la libertà, provare nostalgia per il passato colonialista, quando a comandare erano i portoghesi e gli angolani erano solo considerati dei “negri”. Così come gli appare complicato immaginare che in Portogallo non vi sia la tessera annonaria per la spesa, eppure è quanto sostiene la zia Dada che lì ci vive. Ogni esperienza è per lui momento di conoscenza. Bellissima gli appare la Rádio nacional, dove è invitato da Paula, un’amica della madre, per registrare una testimonianza dei “giovani pionieri” per i lavoratori in occasione delle celebrazioni del 1° maggio. Anche se poi resterà deluso perché non potrà dire quello che vuole ma leggere un discorso preparato dalla direzione. I momenti più belli sono quelli che trascorre in compagnia dei suoi amici, Bruno, Claúdio, Murtala, Petra, Romina. Con loro vive le ore a scuola, fatte di battute sulle pronunce storpiate dei professori cubani, di risate per le esagerazioni leggendarie di Murtala, e dei racconti su Caixåo Vazio, un sedicente gruppo criminale che nella loro immaginazione attacca le scuole di Luanda, commettendo ogni sorta di violenze. L’anno scolastico sta per terminare e questo rende triste il nostro piccolo eroe. Sa infatti che dopo gli esami forse non rivedrà più nessuno dei suoi cari compagni e lui non sopporta gli addii…
Ondjaki, nonostante la sua giovane età (è nato nel 1977), può essere annoverato tra le voci più significative ed innovative della letteratura angolana contemporanea, che conta autori della statura di un José Luandino Vieira o di un Pepatela. Alle sue spalle vi sono già numerose pubblicazioni di prosa e di poesia e sceneggiature per il cinema e la tv. Nel 2008 ha vinto il premio Grinzane-Africa. Buongiorno compagni! è un romanzo di formazione particolare, venato di autobiografismo. Non si può non vedere dietro la crescita del protagonista un’altra crescita, quella dell’Angola, alla ricerca di una stabilità politica dopo il dominio colonialista portoghese e la sanguinosa guerra civile, durata ventisette anni, tra le due fazioni del MPLA e dell’UNITA. Entrambi sono alle prese con un momento di passaggio cruciale della loro esistenza: il ragazzino è proiettato verso una piena adolescenza, il paese africano finalmente alla pace e ad una nuova identità rappresentata dal comunismo. Su quest’ultimo, pur convinto della sua essenzialità sociale, il piccolo pioniere dell’Opa ha uno sguardo critico, attraverso il quale ne mette bene in evidenza le contraddizioni ed i limiti. Se la sede della Rádio nacional è pulita ed accogliente, non lo sono parecchie strade di Luanda, se è arrivata la libertà, allora perché non si possono esprimere ad alta voce le proprie opinioni. Di fronte alla convinzione cristallina del suo insegnante Ángel che “la lotta, la rivoluzione non cessa mai”, gli viene fuori la risposta più filosofica e disincantata possibile: “Io lo so che tutto quello che ci ha detto della rivoluzione è vero… ma la cosa più importante è esseri veri”. Ondjaki è bravo a cogliere la verità politica che sta dietro le apparenze e farla emergere con leggerezza, evitando inutili pesantezze dialettiche. Ma è soprattutto nel raccontare il microcosmo di affetti del protagonista che mostra una mano felice. In particolare ne coglie con sensibilità i sentimenti di amicizia con i compagni di scuola, le complicità, le timide effusioni d’amore, la spensieratezza di giorni che non torneranno più. Freschezza di scrittura, senso dell’ironia, ricerca di autenticità fanno di Buongiorno compagni! una godibile lettura. 

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