C’era una volta Goldrake

C’era una volta Goldrake

Il 4 aprile 1978 i ragazzini che sono davanti agli schermi delle televisioni di casa si trovano di fronte a qualcosa di strano e inedito. Alle ore 19 su Rete Due va infatti in onda la prima puntata di una serie animata giapponese intitolata Atlas Ufo Robot ma che subito per tutti diventa Goldrake per via del nome del protagonista. Il personaggio principale in questione è un robot gigantesco che difende la Terra dagli attacchi degli extraterrestri di Vega, con le sue armi incredibili dai nomi roboanti, come “alabarda spaziale” o “maglio perforante”, che urla quando le utilizza. Il successo è clamoroso e i palinsesti televisivi si adattano immediatamente alla situazione. Le varie emittenti private, che iniziano a spuntare come funghi proprio in questi anni, cominciano a comprare per il mercato italiano centinaia di serie giapponesi. Così, una pletora di robot in difesa del nostro pianeta invade i canali televisivi. Ma Goldrake rimane il più amato e l’autentico pioniere del genere: i giocattoli con la sua effigie diventano i più richiesti e i ragazzini a scuola, nei temi o nei disegni, trattano solamente di lui. Anche il linguaggio comune mutua addirittura espressioni tratte da Atlas Ufo Robot. Un’autentica rivoluzione i cui strascichi si vedono ancora nella generazione dei quarantenni di oggi, ossia quei bambini che alla fine degli anni Settanta vennero folgorati dalle gesta di Goldrake…

Dopo la pubblicazione del suo C’era una volta… Prima di Mazinga e di Goldrake, Massimo Nicora,  esperto di comunicazione e grande conoscitore e appassionato del mondo degli anime e dei videogiochi, torna a parlare di robot iconici giapponesi e questa volta lo fa trattando di quello per eccellenza: Goldrake. Una vera e propria passione che lo ha portato anche a curare il lancio la promozione in Italia nel 2007 della prima edizione in dvd della serie, per conto dell’editore giapponese d/visual. Nel volume gli appassionati potranno scoprire quale è la vera storia di Goldrake e le differenze, ad esempio, tra cartone animato e fumetto. Si capirà anche come la serie sia giunta nel nostro Paese e le motivazioni dietro alle scelte del titolo Atlas Ufo Robot e del nome Goldrake. Tutto è spiegato e illustrato in maniera chiara come se si trattasse di un resoconto di viaggio che parte dalla terra del Sol Levante per arrivare in Italia, passando per la Francia, dove la serie approdò per la prima volta in Europa. Le fonti preziosissime sono migliaia di articoli della stampa, filmati delle Teche Rai e interviste ai presentatori, alle annunciatrici e agli autori della televisione dell’epoca. Per gli amanti di manga e anime è un must have ma anche i nostalgici di quei pomeriggi passati davanti alla tv a tifare Goldrake sorrideranno nostalgicamente leggendo molti aneddoti legati alla creazione del loro robottone preferito.



 

 

 

 
 
 
 

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