Cabal

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Il dottor Decker esordisce dicendo che lui e Aaron Boone, il suo paziente, si trovano in un guaio spaventoso. Boone è frastornato e non capisce cos’altro ci possa essere di peggio oltre alle sua già terrificanti turbe che lo aggrediscono nel cuore della notte sottoforma di incubi terribilmente realistici. Ci sono i nastri con le registrazioni in cui lui si lascia andare tirando fuori le sue ossessioni e le cose che più lo spaventano, ma stavolta il dottor Decker gli presenta qualcosa di mai visto prima. Sono delle fotografie, istantanee di morte violenta che coinvolgono alcuni malcapitati che hanno avuto la sfortuna di imbattersi in un assassino senza pietà, che con artistica furia omicida non lesina in squarci, affondi, mutilazioni e ferite. Le foto sono veri pugni allo stomaco e Boone fa fatica a guardare quelle macabre testimonianze disposte ordinatamente sul tavolo, come tarocchi accomunati dalla medesima figura, la morte. Secondo il suo psichiatra, che ormai è praticamente un amico e un confidente, la mano dietro quei delitti è una sola: la sua. Non c’è però la certezza e questo è il motivo che spinge Decker a temporeggiare e a capire se davvero si tratti del suo paziente. In un solo colpo entrambi sarebbero spacciati: Decker come professionista e Boone come uomo. Quest’ultimo inoltre non ricorda minimamente di aver commesso atti così efferati e la sola vista di quelle foto lo fa stare male, di un male profondo e insondabile, che con facilità potrebbe accomunarsi al senso di colpa. Nella sua testa le voci tornano a farsi sentire, prepotenti e accusatorie, determinate ad abbattere una volta per tutte le sue già deboli difese. Da lì alla confessione il passo è breve. Sommessamente Boone pronuncia le fatidiche parole: “Sono stato io. Ho fatto tutto io”…

Cabal (titolo originale Nightbreed) è uno dei più famosi lavori di Clive Barker e, probabilmente, anche quello in cui il talento dello scrittore di Liverpool si dona al grande pubblico in maniera più semplice e immediata. Facendo proprie le influenze lovecraftiane, Barker ci porta a Midian, città popolata dai Notturni, metà uomini e metà creature infernali, reietti del mondo della luce e signori dell’oscurità e ce la mostra attraverso gli occhi di Boone, il protagonista in evoluzione di questa storia a metà tra l’horror, il fantastico e l’azione. Amalgamando sapientemente i vari ingredienti esce fuori una miscela gradevole e, soprattutto, scorrevole – che per Clive Barker non è assolutamente scontato, vista la complessità di molte sue architetture immaginifiche da Apocalypse a Imagica, passando per Sacrament e Everville. Nonostante la già citata linearità, Cabal presenta molto materiale per futuri spunti di riflessione, ampliati dalla fortunata saga di fumetti e, forse, da una serie TV che rumours danno già in lavorazione. E in effetti di personaggi che meriterebbero un approfondimento ce ne sono diversi, sia sottoforma di prequel che sottoforma di sequel, da Boone alla sua amata, in vita come nella morte, Lori, passando ai demoni-umani di Midian fino al malvagio Decker, psichiatra subdolo e manipolatore, nonché serial killer a tempo perso. Reggendosi nella sfida tra opposti – altro tema dominante nella produzione di Barker – bene/male, giorno/notte, vita/morte, il romanzo cerca di trasportare la dimensione horror e fantastica sul piano dell’epos e ridisegna in maniera luciferina la figura dell’eroe (Boone) che da disadattato nel mondo dei vivi, diviene guerriero predestinato in quello dei morti, in una mitologia suggestiva ma, purtroppo, poco approfondita, che lascia spazio a un finale pirotecnico poco in linea con l’atmosfera generale del romanzo. Per concludere, il lettore si trova davanti a un’opera intrigante e ricca di spunti, leggermente affrettata in alcuni passaggi – dialoghi ogni tanto scontati e finale action rivedibile – che tuttavia non riescono a disinnescare un affresco evocativo, forte e dal grande impatto visivo/visionario. Dal romanzo lo stesso Barker ha tratto l’omonimo film, che vede, tra gli altri, il regista David Cronenberg interpretare il ruolo del folle Decker.



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