Caccia grossa ai diari del Duce

Caccia grossa ai diari del Duce
Autunno 2002. Pasquale Chessa, vicedirettore del settimanale Panorama e noto esperto di storia del fascismo, riceve una misteriosa telefonata: l'interlocutore sostiene di parlare a nome di un amico che vuole mostrare al giornalista “documenti inediti e importantissimi” risalenti al Ventennio. Una macchina passerà a prendere Chessa in redazione per portarlo in un luogo sicuro, dove potrà visionare il materiale lontano da occhi indiscreti. Impossibile per Chessa non pensare all'esperienza simile capitata allo storico britannico Denis Mack Smith, che nel 1983 fu trasportato con modalità da film di James Bond in una cittadina svizzera nella quale visionò tre quaderni scolastici apparentemente usati da Benito Mussolini come diari: “La verità è che erano assai noiosi. Né li ritenevo molto utili per gli storici, perché sembravano scritti per i posteri che li avrebbero letti”. Scottati dalla recente truffa sui diari di Hitler, i vertici del Times ai tempi non diedero seguito alla segnalazione di Mack Smith. Ricordando la vicenda, Chessa telefona subito a un suo amico esperto bibliofilo e consulente della casa d'aste Christie's proponendogli di dividere il probabile compenso in arrivo per l'expertise sui misteriosi documenti. I due vengono caricati su una Mercedes e dopo otto ore di viaggio arrivano a Bellinzona, in Svizzera, nello studio di un notaio. È ormai notte fonda. Da una cassaforte vengono tirate fuori alcune agende della Croce Rossa senza rilegatura, presunti diari autografi di Mussolini. Basta qualche minuto a Chessa e al suo amico per capire che si tratta degli stessi mostrati a Mack Smith vent'anni prima, gli stessi visionati da parecchi editori e recentemente da Francesco Perfetti per la Mondadori, che si è guardata bene dal pubblicarli. Diari ritenuti poco attendibili più o meno da tutto l'ambiente, che ha paura di prendere una colossale fregatura...
Enrico Mannucci, esperto giornalista di Sette, il magazine del Corriere della Sera, fa il punto su una saga avvincente e complessa: quella dei presunti diari di Mussolini che tra alterne vicende (e clamorose truffe) sono capitati in mano ai più importanti esperti di cose fasciste dell'ambiente editoriale italiano, fino ad arrivare alla pubblicazione per Bompiani nelle scorse settimane, dopo l'acquisto da parte di Marcello Dell'Utri, notoriamente appassionato (e beato lui assai danaroso) bibliofilo. Una caccia iniziata quando Benito Mussolini era ancora vivo, dopo il luglio 1943, e che vede protagonisti ambasciatori giapponesi, ufficiali nazisti, sorelle falsarie vercellesi, partigiani, faccendieri, periti calligrafi, imprenditori senza scrupoli: sembra di essere in un romanzo pulp!

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