Cacio & Pepe

“Per capire chi sono io”, scrive Alessandro Borghese, “bisogna capire chi era Gigi”. Gigi era naturalmente Luigi Borghese, il padre di Alessandro, il vulcanico imprenditore napoletano (venditore di aspirapolvere, commerciante di tappeti, battitore d’asta, produttore cinematografico, assicuratore, tipica figura professionale camaleontica di quegli anni Ottanta in cui in banca “bastava una stretta di mano e ti aprivano un fido”) che nel 1974 era diventato uno degli uomini più invidiati d’Italia sposando la bellissima e supersexy attrice Barbara Bouchet. Gigi e i suoi mocassini “che lucidava, risuolava, puliva meticolosamente”, Gigi e i suoi maglioncini di cachemire, Gigi e le sue valigette di pelle con la combinazione, Gigi e le sue auto sportive su cui portava il piccolo Alessandro a correre, Gigi e la sua sfacciataggine, la sua cazzimma, il suo savoir faire. Gigi soprattutto con la sua passione per la cucina: “Le domeniche con lui ai fornelli sono tra i ricordi più belli che mi porto dentro”, spiega lo chef e showman televisivo, che in questo volume di grande formato e riccamente illustrato racconta la sua vita e la sua cucina, strettamente legate: “Io credo che il mio inizio in cucina sia dipeso da Gigi e Barbara, dalle loro stranezze e dalla mia voglia di riscatto”. Sì, riscatto, perché Alessandro Borghese nell’ambiente della ristorazione d’alto livello è sempre stato guardato “un po’ così”, perché non ha la stella, perché faceva tanta televisione prima che la facessero tutti o quasi, perché, perché… E – anche se fa finta di non soffrire per questa scarsa considerazione – un po’ ci ha sempre sofferto. “La mia è una cucina del cuore. Io non ho mai seguito i percorsi classici…”: una cucina del cuore, infatti, che il volume ripercorre associando un gruppo di ricette ad ogni membro della famiglia (Gigi, Barbara, la moglie Wilma, le figlie Arizona e Alexandra) e allo staff della AB Normal, che peraltro è formato da amici più che da dipendenti…

Angela Frenda, food editor del “Corriere della Sera”, racconta nella sua prefazione a questo Cacio & Pepe di aver conosciuto Alessandro Borghese nel backstage di “Cibo a regola d’arte”, l’evento che ogni anno il quotidiano milanese dedica al mondo della Gastronomia. “Ricordo che di lui mi colpirono subito tre cose, non così comuni. Il fatto che questo ragazzo già famoso fosse preoccupato soprattutto della qualità: del suo intervento, dei piatti che avrebbe assaggiato il pubblico, di quel che avrebbe fatto sul palco. E poi, mentre una folla oceanica gli si riversava addosso, a ogni bambino che chiedeva un suo autografo si fermava, allontanava il cordone di sicurezza e gli dedicava attenzione. A ogni bambino. Infine, ultimo particolare, prima di andare via ci ringraziò. Fu allora che mi chiesi: ma chi è davvero Alessandro Borghese?”. Da questa domanda è nata l’idea di raccontare Borghese e la sua cucina in un libro-intervista che non fosse il “solito” ricettario glamour (cosa che comunque Cacio & pepe è). Le belle foto di Lenny Pellico allo chef nel suo ristorante o nel privato si alternano a vecchie foto di famiglia che ritraggono Alessandro Borghese bambino e ragazzo, da solo o con i suoi genitori. E le ricette? Non poteva naturalmente mancare il leggendario Tonnarello cacio e pepe di Borghese, ma c’è molto altro: spiccano fra tutti una brillante Pasta e patate sospesa tra tradizione e innovazione, la fantascientifica Gallina padovana, l’elegantissima Terrina di stinco e quel Krabby Patty di cui solo chi ha una figlia piccola può capire tutte le tenere implicazioni.



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