Cadenze d’inganno

Cadenze d’inganno

Il sonno di Sauro Parisi è turbato da un incubo. Il concertista si vede coinvolto in un disastro aereo, ma subito dopo si ritrova sulle nuvole circondato da figure angeliche, un Paradiso ideale ambientato all’interno dell’Assunzione di Correggio. È il suono del cellulare, che sembra riprodurre il ringhiare di una bestia feroce, a richiamarlo alla realtà; all’altro capo Parisi sente la voce di Arthur Weller direttore dell’Orchestra di Musica Antica di Venezia, che gli offre un posto come violoncellista. Malgrado Sauro non sia un conoscitore del genere non si può permettere di andare troppo per il sottile. Dopo aver scoperto la tresca di sua moglie con un collega comune è rimasto senza lavoro e l’offerta che riceve rappresenta un’occasione imperdibile, così parte immediatamente per Venezia dove lo attende Weller per farlo partecipare alle prove dei suoi musicisti. Il direttore è anche un abile ricercatore e sta preparando un concerto dal titolo La Creazione con le sinfonie di Venanzio Storioni, compositore del XVII secolo assolutamente dimenticato riportato alla luce proprio da Weller che è convinto delle sue superbe capacità. Inizialmente Parisi riesce con fatica a seguire gli altri musicisti, ma non tarda a comprendere l’eccezionalità della musica che l’orchestra sta suonando. Storioni gli appare come un antesignano della grande musica del Settecento e dell’Ottocento, totalmente alieno ai limiti del suo tempo le sue note sembrano cavalcare i decenni quasi come se fossero dettate da una sorta di sortilegio. Il compositore visse a lungo in Canada ed ebbe stretti contatti con gli sciamani dei popoli primitivi, da cui probabilmente apprese le arti magiche. Felice di potersi misurare con melodie di tale grandezza, il protagonista inizia a fare la conoscenza di alcuni membri dell’orchestra, tra cui la bella Fatima di cui si invaghisce preso dal classico colpo di fulmine e i figli gemelli di Weller Cosimo e Biagio, ma placherà il suo entusiasmo quando saprà che è stato trovato il cadavere di Franco Ferrari, il violoncellista che ha sostituito…

Alessandro Sbrogiò ha inaugurato la sua carriera di scrittore noir con un romanzo dalla trama elaborata ma lineare, che si legge con interesse apprezzando i frequenti colpi di scena. In una storia che si svolge tra Venezia, Parigi, Londra e la Polonia l’autore ha riversato la sua passione per la musica antica, di cui è un profondo conoscitore e da cui ha avuto molte soddisfazioni, ad iniziare dalla Venice Boroque Orchestra da lui fondata con cui ha inciso brani anche per Sony American. Cadenze d’inganno – vincitore nel 2017 del concorso letterario “Lorenzo Da Ponte” indetto dalla Diastema Editore - dimostra che l’autore, malgrado negli ultimi anni si sia prevalentemente dedicato alla composizione musicale per il cinema, la danza e il teatro, non ha abbandonato il suo primo amore. “In realtà ho scritto il romanzo quindici anni fa quando facevo ancora il musicista full time – ha spiegato Sbrogiò in un’intervista al Social TG + Cultura – viaggiando di frequente ingannavo le attese presso gli aeroporti concentrandomi sul mio portatile. Scrivere mi è sempre piaciuto e con questa storia ho voluto ideare un romanzo musicale, non solo nel tema ma anche nella sua costruzione. L’ho intitolato Cadenze d’inganno perché mi sono ispirato proprio alla cadenza d’inganno musicale, quando dal quinto grado si dovrebbe passare al primo e invece si va al sesto”. Nel romanzo le cadenze d’inganno vengono rappresentate dai frequenti colpi di scena, presenti nella seconda parte dell’opera quando si propongono alcune possibili soluzioni, tra cui le conclusioni affrettate dell’ispettore Spezzacatene dell’Interpool, che vengono scartate da Parisi impegnato anima e corpo nella ricerca della verità. In sottofondo la musica di Storioni crea un ambiente fatto di mistero e magia, ogni cosa non è mai quello che sembra, la personalità dei personaggi viene di frequente rielaborata e riadattata alle vicende che si susseguono. L’esistenza dello stesso Storioni a un certo punto viene messa in discussione, mentre nell’orchestra di Weller si crea un clima molto più consono a una setta. L’unico che resta legato alle proprie convinzioni è Parisi, strumento di un destino che tarda a compiersi. “Spero che il romanzo infonda nel lettore la passione per la musica antica – ha continuato Sbrogiò – è con tale obiettivo che ho voluto riversare nella mia storia le esperienze compiute come concertista e musicologo, riproducendo gli ambienti archivistici e delle orchestre”.



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