Caino

Caino

New York. Viene trovato il corpo di una ragazza davanti alla sede centrale della Public Library sulla Fifth Avenue: tratti orientali, truccata, elegante (ma sotto gli abiti è scuoiata). L’ultrasessantenne Ebenezer Fisher, addestrato nei corpi speciali, poliglotta con 156 di QI, capo del Detective Bureau, va a prendere Veronika Evans in Groenlandia (dove sta documentando la terribile mattanza delle foche, imbarcata su una rompighiaccio ambientalista), la fotoreporter americana più famosa, capelli scuri e iridi verdi. L’anno prima si erano aiutati contro il killer che per 29 ore aveva costretto in ginocchio la città, entrambi ne erano stati profondamente segnati, anche sul piano personale. Il ritrovamento della seconda vittima conferma che c’è un disegno e gli indizi sono voluti: l’età (17) delle ragazze, la coreografia, le foto nelle memory card dell’intestino: c’è un nesso con l’imminente inaugurazione della 35° edizione dell’Esposizione Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea, manifestazione gemellata con la Biennale. Capiscono che anche a Venezia sta per accadere qualcosa e che la regia appartiene al geniale sadico serial killer Charles Davereaux, il Sarto (almeno 43 efferati omicidi), arrestato da Fisher e ormai prossimo all’iniezione letale in carcere. I messaggi, le prove, le dinamiche, i tradimenti, tutto sembra convergere verso il 29 giugno, la data dell’esecuzione, certo del piano di molti complici assassini, forse di una vendetta lungamente attesa, probabilmente di una strage in Italia. E Veronika se la deve vedere anche col padre, autoritario e inflessibile, appena risposatosi, con il collega amato e in pericolo Derek Crane, capelli lunghi e pizzetto, con i propri incubi di morte, protetta solo dallo scudo della reflex. Molto dipenderà dalle priorità…

Laureata in Economia e Commercio alla Bocconi, Elisabetta Cametti (1970) lavora nel campo dell’editoria fra Milano e Londra e da qualche anno confeziona thriller di buona fattura e successo anche internazionale, con tutti gli ingredienti “anglosassoni”: ingegnose e arzigogolate trame, ambientazioni spettacolari, cattivi da scatole cinesi con infinite disponibilità finanziarie, eroi estremi con relazioni estreme, violenza e avventura. La narrazione è in terza varia, sia vittime che carnefici, sia investigatori che criminali, ognuno in qualche modo manovrato e manovratore. Nel titolo c’è un fratello diabolico senza identità, che inizia a giocare con mosse imprevedibili; il nome gli viene assegnato quando ancora non si sa che si rivelerà azzeccato. E molti sono i riferimenti all’arte, il prologo riguarda l’ eccentrico Artista, balbuziente e malato, rinomato e ipercritico, famoso anche perché scrive enigmi sul retro dei quadri, che sta cominciando a creare il suo capolavoro con squarci di pelle umana, nulla è lasciato al caso. Come accurate risultano le descrizioni a Venezia, i canali quanto i campi, soprattutto l’epicentro della vicenda ovvero la basilica di Santa Maria della Salute, piena in vista della messa del 29 giugno alle 10 presieduta dal patriarca, in ricordo dell’inizio della peste del 1630 (la chiesa fu eretta come gigantesco ex voto per la fine della malattia di massa, durante la quale morirono quasi 150.000 persone). Chissà che fine ha fatto “La Vergine della Perfezione. Sfumature di vita e di morte”? Anche perché Caino non è finito lì!



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER