Camera oscura

Cultore della fotografia, diacono e docente di matematica presso la Christ Church di Oxford, Lewis Carroll era solito trascorrere gran parte del suo tempo libero insieme con le giovanissime figlie del preside Lindell e le loro compagne.  Oltre a coinvolgerle in indovinelli ed altri giochi enigmatici, egli coltivava la passione di ritrarle in costumi esotici, coglierle in atteggiamenti propriamente impudichi e spesso addirittura ignude. Alcuni genitori, tra cui illustri professionisti e membri della stessa famiglia reale, ne apprezzavano il talento, vi coglievano l’intento artistico e per lo più ostentavano orgoglio dinanzi alle immagini che immortalavano le rispettive figlie, raccolte e collezionate in album con dedica dell’autore. Alcuni di essi non mancavano perfino di accompagnarle presso la sua camera oscura e di trattenersi per osservare compiaciuti le sedute. Anche Ruth Matthews (Mayhew), studentessa quattordicenne, viene indotta a sua volta dai famigliari ad assecondare la brama concupiscente del fotografo divenuto ormai celebre. Ma proprio nel momento in cui ella scopre di essersi innamorata di quell’uomo maturo i genitori decidono di impedire nuovi incontri…
Simonetta Agnello Hormby, avvocato da lunga tempo impegnata nella lotta contro gli abusi dei minori, è nota al pubblico dei lettori per i suoi celeberrimi romanzi ambientati nella sua Sicilia. Esce ora nelle nostre librerie con un romanzo breve di rapida lettura sul noto autore di Alice nel paese delle meraviglie, contenente anche alcune foto scattate alle ninfette di cui Carroll amava circondarsi e scambi epistolari. Da questi emerge non solo il racconto di Ruth Matthews ricostruito su materiale d’archivio inedito; ma anche l’affresco di un’epoca vittoriana in cui – spesso con la compiacenza degli stessi famigliari – dietro il velo ipocrita della pornografia infantile e della precoce sessualizzazione delle bambine si celava il morbo antico della pedofilia. Le insidie di un veleno pericolosissimo che infetta tanto la coscienza di coloro che lo iniettano, quanto delle vittime che lo subiscono, portandone dentro le conseguenze per il resto della propria vita. Immagini e pagine commoventi raccontano in forma di romanzo il dramma di una consapevolezza maturata a forza, non sempre inconsapevole e ingenua, che ha deciso di fiorire al di là degli effetti nefasti che produce.

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