Campanella

Tommaso Campanella nasce a Stilo nella Calabria Ulteriore del regno di Napoli, attuale provincia di Reggio Calabria, il 5 settembre 1568 da Geronimo Campanella, di professione “scarparo”, e da Caterina Martello. Il filosofo è fiero delle proprie umili origini a tal punto che nell’ideare il suo stemma inserisce nel lato destro una campanella e nel lato sinistro una mano che impugna un martello. Stilo all’epoca della nascita del filosofo è feudo dei marchesi Conclubet di Arena – stirpe di origine normanna – e si trova, come l’intera Calabria, in condizioni economiche disastrose. Il padre del filosofo intende avviarlo agli studi di giurisprudenza a Napoli, ma il giovane Gian Domenico preferisce entrare in convento nell’ordine dei frati domenicani. Il territorio della Calabria è disseminato da conventi che offrono occasione di studio e di riscatto sociale a centinaia di frati attirando al contempo anche laici desiderosi di porsi a servizio dei religiosi a fini lavorativi. La qualità intellettuale della rete domenicana è piuttosto elevata e così i conventi si presentano da un canto come attivi centri culturali e dall’altro come aree di stemperamento di tensioni sociali derivanti dalla dura fiscalità imposta dai Normanni e dai loro successori. Campanella così da “terzinello” aspirante al servizio del convento comincia a frequentare la comunità di Santa Maria del Gesù a Stilo. Compiuti i quindici anni, nel settembre 1583 viene accolto col nome di Tommaso, – appellativo scelto in omaggio alla figura di San Tommaso d’Aquino – e riceve l’abito di novizio. Al fine di progredire negli studi, da Stilo viene inviato nel ricco convento dell’Annunziata di San Giorgio Morgeto e da qui, all’età di diciassette anni, a Nicastro per proseguire gli studi di filosofia e teologia. È in questo convento che Tommaso Campanella conosce e stringe legami di amicizia con i tre fratelli Pietro, Dionisio e Ferrante Ponzio, frati domenicani anch’essi le cui vicende intellettuali ed umane si intrecciano in varia misura con quelle del filosofo. Il convento di Nicastro è ricchissimo di volumi e tale dato rende l’idea delle letture seguite dal filosofo nel corso dei propri studi. Campanella approfondisce le opere di Aristotele con i commenti di Averroè, le opere di San Tommaso, di Egidio Romano, di Duns Scoto e di San Vincenzo Ferrer e Girolamo Savonarola. Apprende anche i testi di filosofi ad egli contemporanei e legge opere esoteriche. Ultimati gli studi a Nicastro, nel 1587 si sposta a Cosenza e successivamente ad Altomonte Calabro. È nel convento di Santa Maria della Consolazione di Altomonte che conosce il rabbino Abramo, personalità inquietante sospettato di negromanzia e costantemente sottoposto a controllo da parte delle autorità ecclesiastiche del tempo….

L’opera dedicata a Tommaso Campanella di Saverio Ricci, professore di Storia della filosofia all’Università della Tuscia – Viterbo, affascina il lettore non solo per l’ottima ricostruzione biografica delle vicende dell’illustre filosofo ma anche per la fine indagine critica del pensiero di Tommaso Campanella. Si tratta in effetti di un prezioso volume che contribuisce in maniera organica a fornire materiale di studio a tutti coloro che, accademici o semplici estimatori del pensiero dello studioso calabrese, intendono approfondire le tematiche filosofiche campanelliane seguendo una traccia biografica. E così scorrendo le pagine di questa splendida opera accanto al personaggio inquieto e tormentato che fu Campanella si attraversa la storia d’Europa partendo da un lembo sconosciuto d’Italia sino alle carceri napoletane di Castel Nuovo e di Sant’Elmo – dove il filosofo fu rinchiuso per circa venti anni – per giungere a Parigi il 5 settembre 1638, giorno di nascita di Luigi XIV al quale il monaco settantenne fu chiamato a predire le sorti future quale esperto di astrologia. Ma il pregio dell’opera non è solo e semplicemente di carattere storiografico. L’autore riesce a mettere in luce anche le contraddizioni dell’uomo e dell’intellettuale contestualizzando, in una prospettiva di ampio respiro, il ruolo avuto dal frate nella famosa congiura antispagnola del 1599 e più in generale i rapporti con gli intellettuali e studiosi dell’epoca, non solo italiani. Inoltre, proprio la ricchezza di dati raccolti da svariate fonti consente all’autore di operare una revisione critica del pensiero del filosofo in ordine al concetto di monarchia universale. Campanella secondo l’autore, sperava che la monarchia spagnola potesse sottomettere tutto il mondo per poi offrirne il governo al pontefice. Così la rivolta che costò la libertà al frate mirava solo ed unicamente a preparare un mondo nuovo, eurocentrico e sotto un’unica guida. Si sottolinea accanto all’accurata ricostruzione di eventi che riguardarono la vita del filosofo, il capillare apparato bibliografico tratto anche da opere dello stesso Campanella che consente un’esaustiva visione delle opere dello studioso calabrese. In conclusione un’opera monumentale (anche dal punto di vista del numero di pagine), di estremo interesse e pregio bibliografico giustamente premiata col Viareggio- Repaci 2019 per la sezione saggistica.

 


 

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