Candido ovvero l'ottimismo

Candido ovvero l'ottimismo
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Westfalia, diciottesimo secolo. Il giovane Candido, dotato “di costumi assai mansueti”, vive nel castello del potentissimo barone Thunder-den-Trockt, della cui figlia Cunegonda è segretamente innamorato. Sia Candido che Cunegonda seguono le lezioni del saggio precettore Pangloss, che illustra loro la cosiddetta “metafisico-teologo-cosmologo-scempiologia”, secondo cui il mondo in cui viviamo è senza ombra di dubbio “il migliore dei mondi possibili”. La passione segreta di Candido finisce però per manifestarsi in tutto il suo vigore quando la bella Cunegonda, ricambiando i sentimenti del giovane, decide di baciarlo dietro un paravento, pungolata dall’aver assistito involontariamente ad una singolare “lezione di anatomia” svolta dietro un cespuglio dal precettore Pangloss con la collaborazione dell’avvenente servetta del barone; ma il paravento che celava le effusioni dei due ragazzi crolla, permettendo malauguratamente al padre di lei di vedere il tutto. A seguito di ciò, Candido è cacciato dal castello a calci nel sedere. Così iniziano per lui una serie di disavventure che lo condurranno dapprima tra le file dell’esercito bulgaro, lo stesso che sterminerà la famiglia del barone Thunder-den-Trockt salvando solo Cunegonda e Pangloss, in seguito a Lisbona, successivamente nel paese di El Dorado, dove tutti vivono in pace e allegria. Si succedono viaggi ma anche incontri, come quello con la vecchietta senza una natica, che si prenderà cura di Candido ferito a morte durante il tragitto verso Lisbona. Riuscirà il nostro eroe a ricongiungersi con l’amata Cunegonda? Dopotutto il nostro non dovrebbe essere “il migliore dei mondi possibili”, come sosteneva Pangloss?
Candido ovvero l'ottimismo è più che un romanzo, più che un saggio filosofico, più che un pamphlet polemico contro il pensiero del suo tempo. Nato come un tentativo di ridicolizzare le dottrine ottimistiche professate dai filosofi settecenteschi, in primo luogo da Leibniz - di cui il precettore Pangloss è chiaramente l’incarnazione - Candido è rimasto una pietra miliare avendo regalato alla storia della letteratura un protagonista tra i più simpatici e divertenti e tutta una serie di personaggi altrettanto incredibili. In più, la vena polemica dell’illuminista Voltaire non è solo rivolta alla filosofia del tempo, cosa che renderebbe il libro in un certo senso alquanto desueto e lontano dalla nostra forma mentis: è anche presente, infatti una formidabile critica al potere economico e al colonialismo, per esempio nelle scene in cui prigionieri di guerra diventano schiavi di ricchi proprietari terrieri e in quanto tali offesi e bistrattati (“Quando lavoriamo negli zuccherifici, e la macina ci afferra un dito, ci tagliano la mano; quando tentiamo di fuggire ci tagliano una gamba […]È a questo prezzo che mangiate zucchero in Europa”). Voltaire guarda con disapprovazione anche alla sfera del religioso, poiché in suo nome si commettono atrocità: genti perseguite perché di culto diverso (persecuzioni di gesuiti, sociniani…), preti e frati che non rispettano i precetti della religione (“Un frate francescano, che era mio confessore, mi sedusse facilmente”).

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