Canicola

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È l’ennesimo giorno di canicola che attanaglia la metropoli. La chiamata in centrale è arrivata alle 8:30 del mattino: il corpo di Jeremiah Newton, artista, letteralmente figlio d’arte, alcolizzato, è stato rinvenuto da Anne, la moglie, arredatrice, appena rientrata ad Isola da un viaggio di lavoro di una settimana a Los Angeles, riverso per terra nel soggiorno del loro appartamento. I detective Steve Carella e Bert Kling dell’87° distretto arrivano sul posto, raccolgono la testimonianza della vedova, entrano sfidando il caldo e l’olezzo insopportabili, osservano la scena. Sul pavimento del bagno c’è un flacone su cui è riportata la prescrizione di Seconal, un potente sonnifero. L’autopsia conferma: avvelenamento da barbiturici. Il problema è che l’ondata di caldo che da giorni ormai opprime la città rende estremamente difficoltoso stabilire con precisione l’ora del decesso in base ai processi del rigor mortis, alterati dalla temperatura esterna. Sembra tutto facile: un uomo depresso, solo, preda dell’alcol, le pillole a portata di mano… Mentre Kling sembra distratto - sospetta che Augusta, la splendida modella che ha sposato, abbia una relazione -, Carella non riesce a chiudere il caso sotto la voce “suicidio”: qualcosa non torna, manca un biglietto d’addio, ma soprattutto, per quale motivo Jeremiah Newton, prima di uccidersi, avrebbe spento il condizionatore del suo appartamento in uno dei giorni più torridi dell’estate?

Evan Hunter (nato Salvatore Albert Lombino, figlio di immigrati italiani di Ruvo del Monte, in Basilicata, cambiò legalmente il suo nome nel 1952) è stato scrittore prolifico e sceneggiatore: suo il copione del celebre thriller Gli uccelli, da un adattamento di un soggetto di Daphne Du Maurier, portato sul grande schermo da Alfred Hitchcock. Con lo pseudonimo di Ed McBain ha firmato la serie di polizieschi - che conta oltre 50 romanzi e che ha ispirato telefilm come Hill Street giorno e notte e dalle cui trame sono state tratte alcune puntate del popolare Colombo - incentrati sulle indagini e sulle vite degli agenti di un ipotetico 87° distretto di polizia del quartiere “Isola” - dietro cui si nasconde la Manhattan di una New York reimmaginata ruotandone di 90 gradi la piantina -, fissando i cardini di quel sottogenere del poliziesco che viene denominato “Police procedural”, in cui a fare da protagonista non è più il singolo detective (anche se il personaggio di Steve Carella nel corso della serie acquisirà un ruolo sempre più importante), ma l’intera squadra, le modalità - descritte in modo dettagliato e realistico - con cui l’indagine viene condotta, con sottotrame incentrate sulle vite private degli agenti che, romanzo dopo romanzo, ne tratteggiano sfumature caratteriali ed evoluzione psicologica, e che a volte, come in questo Canicola, catturano l’attenzione del lettore più della linea narrativa principale. Apparso per la prima volta nel 1981 con il titolo Troppo caldo per l’87° distretto (Heat in originale), Canicola scorre rapidamente, con una scrittura senza fronzoli che sarà apprezzata dagli amanti del mystery e delle tante sfumature del giallo, e dai nostalgici dei serial polizieschi degli anni ’70 e ’80.



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