Canne - La sconfitta che fece vincere Roma

Canne - La sconfitta che fece vincere Roma

Nell’agosto del 216 a.C. Canne, antica città della Puglia che sorgeva a 54 metri sul livello del mare sopra un'altura posizionata sulla riva destra del fiume Ofanto, diviene teatro di quella che resterà negli annali come la più spaventosa disfatta della storia di Roma. Un’imponente armata romana inviata per sconfiggere l’esercito di Annibale – che dopo aver attraversato i Pirenei e le Alpi, e sconfitto le legioni romane nelle battaglie del Ticino, del Trebbia e del Lago Trasimeno imperversa ormai nel sud della penisola – viene attirata in un’imboscata con un’abile mossa strategica e poi sbaragliata. Circa 50.000 fanti vengono massacrati in una successione di duelli corpo a corpo di efferata crudeltà in cui i cartaginesi si avvalgono del famigerato “gladius hispaniensis”. Nello scontro trovano a loro volta la morte 2.700 cavalieri, il console Emilio Paolo, il console dell’anno precedente Servilio Gemino, il maestro dei cavalieri Minucio Rufo, i due questori, ventinove tribuni militari e ben ottanta senatori. Al termine della battaglia si contano anche circa 19.000 prigionieri. Chi è l’artefice di questa pesante disfatta? Perché Annibale non dirige il suo esercito vittorioso verso Roma? E chi sono nel dettaglio i vincitori e i vinti? E per quale ragione di lì a qualche anno finiranno per scambiarsi i ruoli?

Giovanni Brizzi, docente di Storia romana all’Università di Bologna e autore di illuminanti saggi storici e militari dedicati all’approfondimento della materia, è considerato il maggiore esperto di quell’interminabile guerra tra Roma e Cartagine che si protrasse dal 264 al 146 a.C. Quello che ha saputo indagare con maggiore interesse e acume tra le pagine di Polibio e di Tito Livio, tra i rari rinvenimenti archeologici relativi alle guerre Puniche. Nel presente testo, che esce a due anni di distanza da una preziosa biografica di Annibale, l’autore concentra la sua attenzione sulla battaglia di Canne sul piano della ricostruzione militare e su quello dell’interpretazione politica. Partendo dal presupposto che nessun’altra città Stato del mondo antico sarebbe mai riuscita a sopravvivere a una sconfitta di tali proporzioni, egli cerca le ragioni di tale anomalia storica che hanno finito per costituire un punto di forza determinante nel conseguimento della vittoria successiva a Zama. E le trova nella dedizione e lo spirito di sacrificio dei contadini soldati della Repubblica, animati da quel momento da una profonda pulsione morale e nella compatta fedeltà degli alleati, ai quali era stata concessa cittadinanza di diritto latino. Mentre le oligarchie cartaginesi non seppero di contro garantire uno scudo altrettanto coeso ad Annibale. Condotta con rigore e passione l’indagine storica di Brizzi dà vita a un saggio approfondito e convincente, chiaro e vibrante da pagina 1 a pagina 183, l’ultima.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER